Il momento di uccidere
La giuria
Il partner
L'avvocato di strada
Il testamento
La convocazione
Il re dei torti
Ha
un attacco dirompente Il testamento, ennesimo best seller di John Grisham, l’indiscusso maestro del legal
thriller americano. Il romanzo prende avvio nella torre d’avorio
dell’anziano Troy Phelan, stando a “Forbes”
il decimo uomo più ricco degli States. Ai piani alti del suo grattacielo il
magnate sarà ripreso ed interrogato da noti psichiatri davanti alla schiera dei
suoi inaffidabili eredi, sul piatto la redazione dell’ennesimo testamento,
relativo ad un patrimonio stimato in otto miliardi di dollari: per i figli un
prezioso salvagente per sfuggire ai debiti ed alle pastoie di un’esistenza
normale cui sarebbero incapaci di adeguarsi. Il colpo di scena arriva subito: Troy Phelan
firma il testamento che appaga il collegio degli eredi legittimi poi, a porte
chiuse, davanti ai suoi avvocati, straccia il documento ed estrae a sorpresa un
apografo nel quale lascia le sue ricchezze all’ultima figlia, illegittima e la
cui esistenza era sconosciuta ai più. Anche perché la donna anni prima ha fatto
una scelta di vita precisa, ritirandosi nella sterminata foresta brasiliana del
Pantanal per prestare opera missionaria in uno sperduto villaggio indio. Il
testamento continua alternandosi tra le numerose traversie superate da
un avvocato dedito all’alcool per ritrovare la suora ereditiera e per
convincerla ad accettare il patrimonio di un padre sconosciuto e sconfesso: il
tutto mentre la macchina giudiziaria dei figli legittimi (ma diseredati)
procede alla disperata per rimettere le mani sul copioso bottino paterno. Il
consueto, solido ed impeccabile legal thriller di John Grisham: suspence e
sorprese in serie fino all’ultima pagina, ma la storia non presenta nel
complesso un grande mordente, né risulta mai del tutto intrigante.
John
Grisham, Il testamento, Milano, Mondadori, 1999; pp. 515
Voto
6+
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