Il momento di uccidere
La giuria
Il partner
L'avvocato di strada
Il testamento
La convocazione
Il re dei torti
Da
sempre John Grisham, il celebre paladino
del legal thriller,
continua a condensare nelle pagine dei romanzi i concetti basilari della
società americana, ovvero il carrierismo sfrenato, l’inesauribile fame di
soldi, il culto della celebrità, lo spietato cinismo negli affari, la ricerca
della bellezza fine a se stessa. Ovviamente un simile quadro è accentuato dalla
scelta del protagonista che, nel caso dell’ultima opera del prolifico autore americano, Il
re dei torti, è un onesto avvocato spiantato che risponde al nome di Clay
Carter e sbarca il lunario lavorando come difensore d’ufficio a Washington. La
storia alla base del romanzo dimostra per l’ennesima volta la veridicità di un
celebre aforisma wildiano (“Posso resistere a tutto tranne che alla
tentazione”) palesando, se mai ve ne fosse bisogno, come l’occasione di
svoltare pagina afferrando in un colpo solo denaro e successo costituisca un
richiamo irresistibile anche per un giovane onesto e fedele ai propri ideali. A
discolpa di Clay Carter c’è da precisare che la sua vita ultimamente sta
andando a rotoli, soprattutto in amore: la sua fidanzata Rebecca, su consiglio
dei ricchi genitori, sta infatti premendo per convincerlo ad accettare un
impiego assai remunerativo in un prestigioso studio legale in Virginia; ma Clay
ha scelto di continuare a difendere gli indigenti che non possono permettersi
di pagare un avvocato, perdendo così la donna della sua vita. Nel frattempo
Clay ha accettato la difesa di Tequila Watson, un ragazzino di colore che ha
ucciso senza motivi di sorta un coetaneo poco dopo esser uscito da un centro di
disintossicazione. A questo punto Il re dei torti
entra decisamente nel vivo con la comparsa di uno strano personaggio vestito da
cowboy, il luciferino Max Pace, che rivela a Clay la verità sul suo ultimo
caso: nel centro di riabilitazione Tequila ha fatto da cavia per un farmaco
sperimentale prodotto da una multinazionale, concepito per curare la dipendenza
da droga ma in grado di generare impulsi omicidi per effetti collaterali. Max
Pace in cambio del silenzio di Clay mette sul piatto svariati milioni di
dollari e la possibilità di una sfavillante carriera. Clay inizialmente
tentenna, ascolta la voce della propria coscienza, quindi la soffoca e accetta
il patto immorale: apre un lussuoso studio legale nel pieno centro di Washington,
si compra una casa in un quartiere residenziale, acquista una Porsche fiammante
e poi un jet personale, conquista una top model bella quanto scorbutica
ed in breve si fa un nome con una serie di clamorose cause per danni alla
collettività attraverso le soffiate del suo misterioso tentatore, tanto che la
stampa gli regala l’epiteto di “Re dei torti”.
Il nostro protagonista diventa così un paladino delle class actions, le
cause collettive contro le multinazionali, che spesso fruttano percentuali da
capogiro ai legali rappresentanti di centinaia di consumatori e risarcimenti
esigui ai clienti danneggiati. Ma Clay Carter è destinato a cadere con un tonfo
all’apice del successo, quando troverà dietro l’angolo un avvocato ancora più
cinico e spietato di lui, pronto a trasformarlo da paladino della giustizia in
bieco sfruttatore dei propri clienti: a parte le ovvie implicazioni
moralistiche, è proprio nel raccontare il lato oscuro di questo tipico sogno
americano, rovistando nel torbido del giro degli avvocati da sette zeri, che Grisham tocca l’apice de Il re dei
torti.
John Grisham, Il re dei torti, Milano, Mondadori, 2003; pp. 380
Voto
7
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