Il momento di uccidere
La giuria
Il partner
L'avvocato di strada
Il testamento
La convocazione
Il re dei torti
Anche
ne La giuria l'indiscusso maestro
del legal thriller, al solito, ha
scelto dal suo sterminato bagaglio giuridico personale un tipico termine
giuridico come titolo e punto di partenza della storia, la giuria appunto – altre volte il cliente,
il socio, il partner, l'avvocato di strada
(che negli Usa è una figura vera e propria, lo streetlawyer) o il testamento
–. E' lo stile di John
Grisham, perfettamente esemplificato in questo romanzo, e prevede la
costruzione di trame intricatissime, veri e propri meccanismi ad orologeria,
sfruttando le possibilità offerte da una figura o da un termine giuridico. Il
caso al centro della trama de La giuria prende avvio dalla morte di un
uomo, causata dal vizio del fumo, che spinge la moglie ad intentare causa ad
una potente multinazionale del tabacco. Nella fase preliminare del processo
l'azienda ricorre ad ogni possibile trucco per selezionare una giuria scelta ad hoc per vincere la causa, perché in
genere la giustizia americana è molto
sensibile alle finanze delle parti in causa. Nicholas Easter, un giovane e
brillante ex studente di legge, riesce ad entrare nel ristretto numero dei
giurati e, grazie alle sue conoscenze legali, si impone progressivamente come
il vero leader del gruppo (ogni
giuria ne ha uno), l'indiscusso ago della bilancia in grado di pilotare il
giudizio finale in base alle proprie motivazioni. Il ragazzo ha però qualcosa
da nascondere, un passato sfuggente e misterioso: Grisham ci lascia incerti fino all'ultima
pagina sui reali scopi del giovane protagonista, dilatando sapientemente la suspense
fino al momento culminante della sentenza.
John
Grisham, La giuria, Milano, Mondadori, 1996; pp. 443
Voto
7
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