La famiglia Winshaw
La casa del sonno
L'amore non guasta
La banda dei brocchi
Circolo chiuso
Dall'autore de La
famiglia Winshaw e La casa del sonno,
ecco finalmente Circolo chiuso,
l'annunciato seguito de La banda dei brocchi, di cui è
perfino proposto un disteso riassunto in appendice per coloro che se lo fossero
perso o che, pur avendolo letto, l'avessero "inspiegabilmente"
dimenticato - testuali parole di Jonathan
Coe, e come dargli torto? -. I due romanzi nel loro complesso sotto il
versante cronologico presentano un arco narrativo che va dai controversi anni
Settanta fino ad oggi, coprendo così l'ultimo trentennio di storia
inglese e finendo per costituire, mutatis
mutandis, un'ideale Meglio gioventù
della terra d'Albione, se mai dovesseroricavarne un
film. Il parallelo tra il film di Marco Tullio Giordana ed il romanzo in due
parti di Coe è reale per la stessa coppia di ragioni: in entrambi i casi
si tratta infatti di grandi soap operas d'autore (in sé un controsenso), e capaci di
mostrare la storia dietro le vicende biografiche di un gruppo di personaggi
fotografato in modo impeccabile. In Circolo
chiuso, in particolare, dalla confusa innocenza de La banda dei brocchi si passa alla diffusa confusione di valori che
caratterizza i giorni nostri: la rampante svolta dei
laburisti di Blair, il dramma del lavoro uncinato dalla globalizzazione
imperante, l'11
settembre 2001, la guerra in Iraq. E nel bel mezzo degli eventi macroscopici, ecco tornare sotto l'obiettivo di Coe quel pugno di ragazzi
che avevamo imparato ad amare nel primo romanzo, ragazzi ormai cresciuti,
disillusi e scesi a patti con le contraddizioni della vita: Claire Newman
ritorna in patria dopo un matrimonio fallito, un amore italiano finito ed un
ritorno di morbosa curiosità per la scomparsa della sorella Miriam di
vent'anni prima; e ritroviamo Paul Trotter, giovane conservatore ora
felicemente riciclato a parlamentare laburista, sposato con prole e felicemente
invaghito di Malvina, la sua assistente mediatica; ed il fratello di Paul,
Benjamin, sposato senza prole (non con Cicely, la sua imperitura amata di una
notte), all'inizio platonico vagheggiatore di Malvina, genio atteso da tutti ma
ricilato a commercialista, con un romanzo nel cassetto che continua a crescere
senza una fine all'orizzonte; e l'ineffabile Doug Anderton, divenuto
opinionista di grido e sposato con una dama dell'alta società londinese;
e l'arguto anarchico Sean Harding, che riemerge dal passato avvolto in
un'ombrosa figura da folle reazionario. Circolo
chiuso lo si comincia a leggere e si finisce
travolti dal labirinto narrativo che anche per stavolta l'implacabile Coe ha
allestito per noi: tra lettere, travestimenti letterari, flashbacks ripetuti e sorprese ad effetto il lettore sarà
costretto a divorare il romanzo fino all'ultima pagina. La figura più intrigante
del contesto, spesso in negativo, si rivela Paul
Trotter, parlamentare di seconda fila ciecamente fedele al nume di Tony Blair:
e anche la sequenza clou segna un
passaggio ideale di testimone da Benjamin Trotter - fulminato sulla via di
Damasco dalla miracolosa apparizione di un costume di bagno che gli
impedì di nuotare nudo (ridicolizzato per sempre dai compagni) nella
piscina della scuola - al fratello Paul, indefesso comunicatore mediatico
capace di mille dichiarazioni che non svelano mai la sua posizione, in crisi di
coscienza solo al vaglio della guerra in Iraq, cui sarebbe contrario ma che
finirà per appoggiare perché in caso di conflitto continuerebbe
ad usufruire del pied-à-terre del
cognato corrispondente di guerra per le sue nottate adulterine. Un romanzo
imperdibile, anzi due.
Jonathan Coe, Circolo chiuso, Milano, Feltrinelli, 2005; pp. 405
Voto
7/8
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