Circolo chiuso
La banda dei brocchi
La casa del sonno
L'amore non guasta
La famiglia Winshaw
E’ un grande tessitore di trame relazionali Jonathan
Coe, classe 1961, nato a Birmingham, laureatosi prima a Cambridge e poi a
Warwick e quindi stabilitosi a Londra: il suo esordio letterario è datato alla
metà degli anni Ottanta, in Italia ha destato impressione prima con il poderoso
affresco de La famiglia Winshaw e quindi con i destini incrociati de La
casa del sonno. L’amore non guasta risale al 1989 e dunque precede
le sue opere più mature. Il romanzo conferma che Jonathan Coe ha le
ambientazioni universitarie incise a caratteri cubitali nel suo Dna prosastico:
protagonista della storia è infatti un laureato fuoricorso, Robin, che da anni
sta lavorando ad una tesi di dottorato della quale nessuno ha mai visto una
sola pagina, neppure un rigo, un personaggio sospeso a mezzo tra la tarda
adolescenza studentesca e l’incipiente maturità, un eterno studente
disperatamente intenzionato a dilatare la propria stasi curricolare il più a
lungo possibile. E’ un romanzo sorprendentemente complesso per la sua relativa
brevità Il mio amore
non guasta: da una parte ritroviamo la trama rettilinea che ci dipana
il presente del protagonista e lo strano problema giudiziario che di recente
gli è cascato addosso all’improvviso, dall’altra ci sono quattro dei ‘suoi’
strani racconti, inserti metanarrativi al plot principale che chiosano
ed aprono la valvola dell’immaginazione sul carattere del protagonista, i suoi
sogni e le sue sopite speranze. Perché, per quanto riguarda Robin, non di solo
stasi accademica si tratta, ma anche di stasi biografica – vive nel ristagnante
e chiuso ambiente universitario, che gli va stretto perché concepito per
generazioni più verdi e perché non sono in vista sbocchi di carriera per lui –
e sentimentale, dato che non sa decidersi a dare avvio alla relazione con una
giovane ragazza indiana, ancora scottato perché la sua amata dei vent’anni ha
scelto di sposare il ‘tranquillo’ comune amico incapace di grandi sbalzi di
fantasia, ma affidabile. La stringente direzione che Jonathan
Coe sa imprimere alla vicenda è accompagnata da quel vago sentore di storia
predestinata che affiora dai quattro racconti interni, che ci conducono per
mano verso il finale del romanzo, annunciato ma non meno sorprendente. Rispetto
alle successive prove narrative ne L’amore non guasta si respira la
stessa atmosfera studentesca e post-studentesca poi diventata il marchio di
fabbrica della narrativa di Coe: se
l’ambientazione è perfettamente riuscita, lo stesso non può dirsi di una storia
interessante sotto il profilo strutturale ma non abbastanza intrigante.
Jonathan Coe, L'amore non guasta, Milano, Feltrinelli, 2000; pp. 187
Voto
7
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