La XXVIII edizione del Far East Film Festival, in programma dal 24 aprile al 2 maggio 2026, è ospitata anche quest’anno dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine e dal Cinema Visionario. Il FEFF punta sulla moltitudine di un continente asiatico in continua trasformazione e pieno di aspetti differenti di costume e cultura espressiva.
L’apertura del festival sarà affidata a We Are All Strangers di Anthony Chen, dramma familiare ambientato a Singapore, città simbolo di una convivenza stratificata tra tradizione e modernità. Accanto a questo, titoli come Ah Girl di Greck Priscilla Ang e The Old Man and His Car di Michael Kam compongono una line-up che guarda tanto alle dinamiche intime quanto alle trasformazioni sociali. Ampio spazio sarà dedicato al Vietnam, oggi tra le realtà più dinamiche dell’industria cinematografica asiatica. Tra i titoli in programma Tunnels: Sun in the Dark di Bui Thac Chuyen che rilegge la guerra del Vietnam da una prospettiva interna, immergendosi nelle ambientazioni di una guerriglia sotterranea e feroce.
La manifestazione ospiterà inoltre due divi di primo piano del panorama internazionale, Kōji Yakusho e Fan Bingbing, entrambi premiati con il Gelso d’Oro alla carriera. A Yakusho sarà dedicata una retrospettiva di otto film, mentre Bingbing porterà a Udine il suo ultimo film Mother Bhumi e la sua esperienza trasversale tra cinema e industria culturale. Altro Gelso d'oro alla carriera al regista Yuen Woo-ping, che presenterà nel capoluogo friulano il suo nuovo film Blades of the Guardians, scelto come film di chiusura della 28/a edizione del festival.
Yuen Woo-ping, una delle figure più note del cinema d'azione tra Hong Kong e il panorama internazionale, ha firmato, tra le altre opere, Drunken Master, il film che ha contribuito a consacrare Jackie Chan, Iron Monkey e True Legend.
Tra gli eventi speciali, l’anteprima di Kokuho – Il maestro di kabuki di Lee Sang-il offrirà uno sguardo sul teatro giapponese tradizionale, intrecciando dimensione artistica e racconto storico. Il film, che ripercorre cinquant’anni di storia attraverso la vita dei suoi protagonisti, riflette sul rapporto tra identità individuale e pratica performativa. A confermare la vitalità del cinema nipponico anche la presenza di numerosi film e la versione restaurata di Gamera (1965).
Importante anche la dimensione industriale con il ritorno di Focus Asia, spazio di incontro tra produzioni europee e asiatiche, e con nuove iniziative dedicate allo sviluppo di progetti cinematografici. Diversi eventi coinvolgeranno alcuni luoghi del centro cittadino, facendo diventare Udine un vero palcoscenico della cultura asiatica in Italia per pochi e speciali giorni.
Voto
8
|
 |
|