La Berlinale si appresta ad inaugurare una nuova stagione di rivalità, tra Cannes e Venezia e per trovare un suo spazio di crescita e riconoscibilità, prova a sparigliare le carte delle sue proposte.
La giuria è presieduta da Wim Wenders e la selezione ufficiale, che comprenderà un 40% di registe donne e abbraccerà 80 paesi diversi, vede un concorso senza nomi di primissimo piano, ma ricco di ritorni e di proposte interessanti per gli amanti del cinema d’autore. Con 22 titoli in totale di cui 20 prime mondiali. Tra questi spicca l’ungherese Kornél Mundruczó con At the sea, protagonista Amy Adams che fa ritorno a casa per confrontarsi con il passato. E poi una promettente seconda regia, il thriller psicologico Josephine, da parte della statunitense Beth de Araújo che mette in scena la storia di una bambina testimone di un crimine con conseguenti effetti del trauma sulla famiglia. Nel cast anche il divo Channing Tatum. Non bisogna dimenticare Angela Schanelec, i cui due ultimi film hanno vinto orsi d’argento alla regia e alla sceneggiatura proprio alla Berlinale e che ora ci riprova con My wife cries. Un altro graditissimo ritorno è quello dell’austriaco Markus Schleinzer con Rose protagonista Sandra Hüller, in una parabola sociale nella Germania del diciassettesimo secolo. Tom Courtenay e Juliette Binoche saranno i protagonisti di Queen at Sea di Lance Hammer.
È da tenere d’occhio anche Karim Aïnouz che presenterà Rosebush pruning, thriller di segreti familiari con un cast nutrito: Riley Keough, Callum Turner, Elle Fanning, Jamie Bell e Tracy Letts. Per quanto riguarda l’animazione giapponese, tutto da scoprire è A new dawn dell’esordiente Yoshitoshi Shinomiya. Tornano anche Alain Gomis con Dao, dopo aver vinto il Grand jury prize alla Berlinale 2017 per Félicité, e il turco Ilker Çatak che proprio qui aveva trovato grande successo con La sala professori e ora presenta Yellow letters. Warwick Thornton con Wolfram, un altro outback western dopo l’ottimo Sweet country. Da Singapore arriva Anthony Chen, già autore di Wet season e vincitore della Caméra d’or con Ilo ilo, con la sua nuova regia We are all strangers.
Robusta la sezione Perspectives, che si concentra sugli esordi alla regia in vari formati (tredici opere con undici prime mondiali), così come decisivo sarà il contributo delle sezioni parallele: in Forum ci sarà il nuovo documentario di Rithy Panh We are the fruits of the forest, mentre in Panorama The day she returns, a firma di un altro maestro come Hong Sang-soo, presenza fissa a Berlino. Gli fanno compagnia poi Danielle Arbid (Peur de rien, Passion simple) e il suo Only rebels win con protagonista Hiam Abbass, oltre all’atteso The Moment con Charli XCX e Alexander Skarsgård.
Una manifestazione sempre in movimento, pronto a scommettere su nuovi autori per poter lasciare un segno nel grande mare competitivo dei festival.
Voto
7
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