Intervista con Stefania Rocca
Da Nirvana a Casomai
Casomai
Le Polygraphe
Pene d'amor perdute
Rosa e Cornelia
Nirvana
Viol@
Ambientato nel Veneto di fine Settecento, "Rosa e Cornelia", rappresenta, dopo tredici anni, il ritorno dietro la macchina da presa di Giorgio Treves.
Sedotta da uno sconosciuto durante il Carnevale, Rosa (interpretata da Chiara Muti) rimane incinta; la sua nobile famiglia, per evitare lo scandalo, decide di mandarla, fino al parto, dalla rigida Tata (Athina Cenci).
A fare compagnia alla futura mamma, un'umile serva (Stefania Rocca), in stato interessante anche lei. L'incontro tra le due donne si rivela ben presto molto interessante: a caratterizzare il rapporto, un duello psicologico particolarmente intenso e crudo. La dissoluzione d'identitā dei due personaggi, il prevalere continuo dell'una sull'altra e il sovrapporsi delle loro esistenze ricorda molto il capolavoro di Ingmar Bergman "Persona".
Chiara Muti e Stefania Rocca di certo non sono Liv Ullmann e Bibi Andersson ma forniscono comunque un'ottima prova d'attrici, impersonando due figure rare nel panorama del cinema italiano.
Dopo i fasti internazionali de "Il Talento di Mr. Ripley" di Anthony Minghella e "Pene D'Amor Perdute" di Kenneth Branagh, l'androgina Rocca sceglie con grande attenzione e coraggio i copioni da interpretare sul grande schermo. Una vera rivelazione č, invece, la delicata Chiara Muti che, lentamente, si sta ritagliando uno spazio di tutto rispetto nel cinema d'autore. "Rosa e Cornelia" sarā nelle sale italiane, distribuito dalla Lantia
Rosa e Cornelia, regia di Giorgio Treves, con Stefania Rocca, Chiara Muti, Athina Cenci; drammatico; Italia; 2000; C
Voto
7―