Ultimate Spider-Man
Ultimate X-Men
Ultimate Marvel Team Up
Ultimates
Ribadiamo,
se mai ve ne fosse il bisogno, un concetto ben noto ad ogni Marvel-fan: l'universo Ultimate è una
gran bella idea perché consente di giocare con l'intricatissima continuity
Marvel e rivivere le origini alternative
ed i primi passi di supereroi dalla storia stratificata ed ormai iscritti a
caratteri cubitali nel fumetto americano. La serie apripista, firmata da Brian
Michael Bendis in cabina di sceneggiatura e Mark Bagley sul fronte grafico, è
stata "Ultimate
Spider-Man", un must assoluto dell'anno scorso che ha tracciato
la via ad "Ultimate
X-Men" ed ai primi esempi a tempo determinato di "Ultimate
Team-up". Come ogni lettore di fumetti Marvel si può immaginare, in un
universo supereroistico come quello Ultimate - elaborato a sommo studio per
riattualizzare le origini degli personaggi più amati – non poteva mancare il
supergruppo Marvel per definizione, ovvero i potenti Vendicatori, ribattezzati
autarchicamente Ultimates,
per quanto si tratti a tutti gli effetti di una sorta di Ultimate Avengers: per
ricrearli è stato chiamato il talentuoso sceneggiatore Mark Millar, coadiuvato
graficamente dalle matite di Bryan Hitch, il cartoonist britannico
autore del fumetto cult “Authority”. Il risultato, come si può intuire
dagli Ultimate X-Men di Millar, è un’intrigante amalgama di novità e
tradizione. A differenza dei Vendicatori
‘regolari’ il gruppo degli Ultimates è infatti un progetto militare autorizzato
dal Governo degli Stati Uniti ed affidato all’abilità organizzativa di Nick
Fury, neo-direttore dello S.H.IE.L.D e molto diverso dal Nicholas Fury
originale, col quale condivide il classico caratteraccio da vecchio soldato e
la benda sull’occhio sinistro: per il resto il Fury-Ultimate sfoggia pizzetto,
cranio lucido e un volto decisamente ispirato a Samuel L. Jackson. Per
rispondere all’esigenza di proteggere gli States da qualsivoglia tipo di
minaccia superumana, il direttore della supersegreta agenzia spionistica
statunitense ha trovato la soluzione ideale: invece di spendere in costosi
armamenti, costituire un
supergruppo con Capitan America, Iron Man, Thor, Hulk, Giant-Man e Wasp. Protagonista
assoluto del primo numero, intitolato Superumano, è per l’appunto il buon vecchio Cap,
ripreso in azione durante la seconda guerra mondiale, impegnato in una missione
ad alto rischio - un’avventura che ricorda lo sbarco in Normandia oggetto di Salvate il soldato Ryan
di Steven Spielberg -. Il Capitan America
tratteggiato da Millar & Hitch è un vero e proprio supersoldato, con un
costume, un equipaggiamento ed un atteggiamento decisamente più militarizzato:
è l’ultima avventura, intensa da mozzare il fiato, del Cap in versione bellica
prima d’essere ripescato ai giorni nostri. Nella seconda storia contenuta nel
primo numero, Grande, comincia a mettersi in moto il progetto coordinato
da Nick Fury ed appaiono quasi tutti gli attori della nuova serie: un Tony
Stark (Iron Man,
decisamente più robotico ed hi-tech) frivolo e disincantato, un Bruce
Banner (Hulk) sempre timidissimo ma con un atteggiamento più rilassato verso il
suo alter ego dalla pelle verde, una Janet Van Dyne (Wasp) curiosamente
eletta a scienziata e genio dei computer, un Henry Pym (Giant Man) geniale e
controverso come sempre. Nell’organico degli Ultimates
arriverà molto presto anche un mitico Thor meno divino (ma
più visionariamente New Age) del solito. Che dire? I presupposti ci sono e
tutto pare funzionare già da questi primi fuochi fumettistici.
Ultimates n. 1, Super Umano, bimestrale, pp. 64 [Marvel Italia]
Voto
8
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