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  20/06/2026 - 20:22

 

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Scanner - musica
 


The Cure
Il miglior concerto del 2026
La band inglese, che ha chiuso alla grande Firenze Rocks 2026, prosegue i live del tour europeo delle meraviglie
Sull’onda del successo di Songs of a Lost World Robert Smith e i suoi ragazzi immaginari stanno per fare uscire un nuovo album

 




                     di Giovanni Ballerini


Ci sono momenti che rimangono scolpiti nel cuore e nella mente è il caso dell’unico concerto italiano del tour internazionale de The Cure, il live dell’anno, che il 14 giugno 2026 si è tenuto alla Visarno Arenna del Parco delle Cascine a Firenze per Firenze Rocks 2026. Il band leader, chitarrista e vocalist Robert Smith ha guidato alla grande una fantastica formazione che ha brillato di magia performativa, intensità e passione, con Simon Gallup al basso, Roger O’Donnell alle tastiere, Jason Cooper alla batteria e Reeves Gabrels alla chitarra.
Capelli scapigliati, spettinati ad arte, rossetto sbavato sfoggiato con naturalezza, outfit total black e un sound che si avvantaggia di un basso pulsante, che incontra chitarre sognanti, mentre il canto esistenziale di Robert Smith si specchia in tastiere malinconiche. Per i ragazzi degli anni 80’ di ogni età, ma anche per i giovani di oggi, che cercano autenticità e sanno riconoscere emozioni vere, è stato un evento assoluto farsi coinvolgere dal vivo dal fascinoso appeal senza tempo di The Cure, una band post-punk che, nonostante i 45 anni di carriera, continua a emozionarsi e a emozionare, con sincerità e vitalità, il suo pubblico. Non è infatti un caso che la formazione britannica sia entrata nella Rock’n’Roll Hall of Fame nel 2019. Ma va decisamente oltre con l’ultimo album Songs of a Lost World e questo nuovo tour europeo, che dal 3 al 7 giugno 2026 ha fatto tappa al Primavera Sound di Barcellona, il 12 giugno al Nova Rock Festival di Nickelsdorf, in Austria, il 14 giugno al Firenze Rocksdi Firenze, dal 18 al 21 giugno all’Isle of Wight Festival a Newport, nel Regno Unito, il 26 giugno al Marley Park di Dublino, il 28 giugno al Belsonic di Belfast,il 3 luglio all’Open’er Festival di Gdynia in Polonia, il 5 luglio al Rock Werchter di Werchter in Belgio, il 10 e 11 luglio alla Wuhlheide di Berlino, il 12 agosto all’Øyafestivalen di Oslo, in Norvegia, il 21 agosto al Live From Wythenshawe Park di Manchester, il 23 agosto alle Summer Sessions di Edimburgo e il 30 agosto al Rock en Seine di Parigi.
Lo charme trans-generazionale della band regina del post rock gothic continua a confermarsi non solo come un’iconica suggestione romantica, ma come uno spleen energetico che continua a risuonare in sintonia con le ansie e le ambizioni di oggi. Ne sanno qualcosa gli oltre quarantamila spettatori entusiasti che, dopo aver applaudito nel corso del pomeriggio gli irlandesi Just Mustard, gli scozzesi The Twilight Sad, e i Mogwai, si sono estasiati nelle due ore e venti di concerto che ha chiuso in bellezza l’Opel Firenze Rocks 2026. Da segnalare la scaletta perfetta: una trentina di brani, con ripescaggi nella memoria collettiva, una sorta di count down che dal brano manifesto della nuova produzione “Alone”, si è dipanato fino al primo successo della band “Boys don’t cry”, il secondo singolo pubblicato nel 1979 dal gruppo inglese simbolo della scena new wave e di quella dark internazionale, di cui questa canzone è quasi un manifesto (generazionale) programmatico. Nel mezzo i grandi successi dei Cure (Pictures of You, High, A Night Like This, Lovesong, Secrets, Just Like Heaven, Treasure, Want, A Fragile Thing (Tour debut), Burn, Fascination Street, alt.end, Push, In Between Days, Play for Today, A Forest, Trust, From the Edge of the Deep Green Sea, Endsong, Lullaby, The Walk. Let’s Go to Bed, Mint Car, Friday I’m in Love, The Lovecats, Close to Me, Why Can’t I Be You?), brani imperlati di elettronica dark, una poesia di note vibranti impreziosita dai testi e dagli arrangiamenti di Robert Smith che continuano a comunicare, con un carisma unico, isolamento e amore universale, mentre la pulsante musica della band offre un rifugio sicuro e introspettivo per i poeti e gli anticonformisti di ogni età.
Il gruppo, che ha saputo reinventarsi, mantenendo sempre intatta la propria anima profonda e crepuscolare, come dicevamo, ha proposto un concerto indimenticabile, di grande tensione emotiva, che ha scatenato il senso di appartenenza e ha colpito al cuore i presenti. Dimostrando di attraversare davvero un momento felice della sua carriera . Merito di una professionalità e una creatività al top, ma anche di un disco capolavoro, come l’ultimo Songs of a Lost World, il quattordicesimo in studio dei Cure, che è arrivato al culmine di una lunga e tormentata gestazione e ha raggiunto di slancio il primo posto in più di 30 paesi. Visto l’ottimo momento creativo, la band di Robert Smith ha in pista di lancio un altro album che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno o al massimo nel 2027.

Voto 9 

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