La flaca
Depende
De vuelta y vuelta
E venne anche il disco numero tre degli Jarabe de Palo: il
terzo atto della storia del gruppo iberico, dopo il botto a scoppio ritardato
de La flaca
(esploso in piena
febbre latina) e la conferma di Depende, è un album
intitolato De vuelta y vuelta, dichiaratamene dedicato ai vecchi
ed al tempo che scorre. Non c’è niente da fare: gli Jarabe de Palo si confermano una sana band
con un grande ritmo, il che torna più che mai utile in un disco che ci svelerà
il segreto di una delle nostre principali ossessioni, ovvero “l’implacabile ed
armonioso passare del tempo”. Gli Jarabe
continuano a far le cose per bene ed a mostrare sensibilità non solo verso i
vecchi ma anche per la loro crescente schiera di fans: continuano
infatti (e sono uno dei pochi gruppi a farlo) ad inserire i testi delle
canzoni, in versione originale e con traduzione a fronte, preoccupandosi
addirittura che, oltre al suono, arrivi a segno anche il significato. Si
intensifica inoltre anche il gioco delle collaborazioni: è stato nuovamente
coinvolto Lorenzo
Cherubini in arte Jovanotti, ormai un vecchio amico per Pau Donès, sono
stati reclutati a suonare il percussionista Danny Cummings e Glen Nightingale
(già chitarrista dei Jamiroquai),
infine c’è la versione degli Jarabe de Palo di Dos dias en la vida,
scritta da Donès per Celia
Cruz. La tracklist presenta undici pezzi complessivi ma l’edizione
speciale italiana dell’album contiene anche una versione di Completo
incompleto adattata da Jovanotti, che in Tiempo
duetta con il frontman del gruppo iberico
tingendo di rap
uno scatenato rock chicano. Il disco prende avvio con la title track,
il primo singolo estratto dall’album, una ballata intensa e contemplativa al
tempo stesso, seguita a ruota dal dittico rock costituito da Tiempo e
dalla contagiosa En lo puro no hay futuro. Dopo Dos dias de la vida
e La luz de coraz ón (che
profuma di festa di piazza, stile Tonino Carotone per intenderci) arriva Completo
incompleto, una ballata sulla pochezza della vita senza amore: un brano
semplice, orecchiabile e diretto, più o meno l’equivalente di Depende (che pure
fu adattato a suo tempo da Jovanotti). Niente male
neppure le successive Cara de azul, Augustito con la vida (forte
di un refrain davvero contagioso), De los libros (no se aprende) e
Viaje para locos, queste ultime due genuinamente rock. E poi c’è Mama,
un brano che inizia con un lungo preludio tra armonica e chitarra che trasmette
la sensazione di trovarsi in mezzo al deserto diretti chissà dove, poi riparte
da un’intensa bossa nova acustica (una piccola magia). Convincente anche
la versione italiana di Completo incompleto. Nel Cd si trova inoltre un
video che ci mostrerà le modalità di acquisizione del nuovo look di Pau
Donès, rasato a zero sulla pubblica piazza da un suo vecchio amico, anch’egli
ritratto in versione nudo integrale con il cantante e la bambina di colore
nella copertina di De vuelta y vuelta.
Un bel disco, convincente, compiuto e ‘concettuale’: nel complesso sicuramente
il più ambizioso del gruppo iberico, almeno finora.Jarabe de Palo, De vuelta y
vuelta [Virgin 2001]
Voto
7+
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