È strano imbattersi in un libro che riguarda un musicista
che ha composto tante colonne sonore per il cinema, che a molti dice poco, ma
che è riconosciuto come uno dei talenti più grandi del nostro paese e il suo
nome è Mario
Nascimbene. A molti questo nome non dirà molte, ma se vi capita di vedere
Roma ore 11 o il Messia, vedrete che il suo nome comparirà sotto la voce
colonna sonora. A parte gli scherzi, il maestro Nascimbene è stato uno dei
primi grandi compositori per il cinema non solo in Italia, visto che nei primi
anni cinquanta ha varcato le porte di Hollywood per misurarsi con i grandi
talenti di: Max Steiner, Bernard Hermann
e Miklos Rozsa, solo per citare i più famosi. Le doti del Nostro erano
conosciute come guizzi sorprendenti, capace di stupire e di non appiattirsi su
tonalità ordinarie, pronto a sperimentare continuamente, lontano da motivi
banali o fiacchi. Un libro di racconto che diventa un interessante lezione di
musica applicata alle immagine che vivificano il lavoro puntiglioso di un
artista dotto, ma adatto a spiegazioni comprensibili e non ermeneutiche.
Attraverso le pagine, si intuisce lo spirito indomito del Maestro,
che ci fa capire il suo amore per la settima arte, filtrato attraverso i suoni
da lui orchestrati che abbinati alle sequenze cinematografiche ci restituiscono
un intesa creativa di brillante efficacia. Un volume pieno di spiegazioni e di
esempi, per meglio facilitare la spiegazione delle partiture, rendendo con
limpida chiarezza gli intenti espressivi di un musicista attento appassionato
che si spingeva alla ricerca del nuovo, giocando con la sua reputazione, come
se aspirasse ad un impronta sonora che colpisca e conquisti la scena con gli
spettatori. Un libro davvero sorprendente che vede una introduzione di uno dei
più grandi esperti di musica nel cinema, come Ermanno
Comuzio, che amabilmente ci
introduci gli aspetti creativi del maestro con trasporto passionale. L'impronta
del suono è un saggio d'amore che è legato indissolubilmente alla musica nelle
immagini, portando alla luce il lavoro di un musicista a noi poco conosciuto,
ma che saprà coinvolgere gli appassionati del genere e non solo.
Voto
8
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