Scrittori
come Simon Raven posso essere etichettati maledetti,
se si attinge alla biografia ufficiale, con una carriera intrisa di promiscuità
sessuale e ossessione per il gioco, ma questo non sempre risulta vero per
quanto riguarda la produzione letteraria. Lo stile di questo eccentrico
scrittore britannico è intriso di cinico sarcasmo e con una componente humor spiccata, nel sapersi insidiare nelle
piaghe nascoste dell’essere umano, rendendolo ben presto capace sia di
eccellenti prove da romanziere, sia come autore di commedie.
La
Gargoyle a 41 anni di distanza ripropone Il morso sul
collo, con una nuova traduzione, portando alla luce un titolo di
inestimabile valore. Nell’Inghilterra del 1956, Richard Fountain, fine
letterato, parte per la Grecia con l’intenzione di svolgere una ricerca sulla
sopravvivenza dei riti minoici in epoca classica. In realtà il viaggio è per il
giovane l'occasione di allontanarsi dal Lancaster
College, tra le istituzioni più puritane dell'Università
di Cambridge, dove sempre più
oppressivo è diventato l'ascendente di Walter Goodrich, il suo tutor. Il dottor
Goodrich mira a pianificare l'esistenza di Fountain in modo sempre più
pervasivo al punto da auspicare che egli sposi sua figlia Penelope. A Idra,
un'isola dell'Egeo lontana dalla civiltà, nell'incontro con una misteriosa
donna di nome Criseide che Richard si libera della sua inquietudine, attratto
da questo oscuro culto. In questo testo, il vampirismo
diventa rarefatto, trasformando il suo fascino innato in atmosfere avvolgenti,
per spostare l’attenzione sull’elemento più prezioso per l’uomo: la libertà.
Qui, i temi della classe dominante, intrisi di uno spirito conservatore
ottenebrante e
deleterio per l’identità, vengo scardinati dal sapore millenario di un antico
rimando, per poter usufruire liberamente del proprio intelletto, lontano da
qualsiasi vincolo morale. In definitiva un romanzo che si compone
dei diversi registri di genere per raccontarci i fardelli della nostra umanità,
con una scrittura incisiva e affascinante fino all’ultima pagina.
Voto
7
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