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  03/04/2025 - 09:44

 

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Robert McCammon
Hanno Sete
Un capolavoro ritrovato
Gargoyle Books, pp.621, € 17,50

 




                     di Matteo Merli


Robert R. McCammon, Hanno Sete, 2005
Robert McCammon, L’ora del lupo, 2006
Robert McCammon, La via oscura, 2008
Robert McCammon, La maledizione degli Usher, 2009
Robert McCammon, Mary Terror, 2010


Oramai la Gargoyle Books ha mostrato le sue carte sul tavolo dell’editoria e con la presentazione di questo volume, Hanno Sete dell’acclamato Robert R. McCammon, ha dimostrato una linea di condotta sempre più impostata verso un lavoro di riscoperta di classici e non solo, ponendo la sua attenzione nei confronti di autori che all’estero hanno il plauso di pubblico e critica, mentre da noi siamo incanalati alle solite preferenze indotte da un mercato editoriale asfittico. Robert McCammon è una delle grandi star del horror tra gli anni ottanta e novanta, con best-seller quali Baal, Swan Song e Mine, aggiudicandosi per ben tre volte il Bram Stoker Award, riconoscimento ambito da ogni scrittore del genere, che lo consacrano re insieme a Stephen King. Dopo Gone South nel ’92, McCammon scompare dalla scena pubblica e diventa egli stesso una figura avvolta dal mistero. Il silenzio dura per circa dieci anni fino alla pubblicazione della sua fatica più recente, Speaks the Nightbird, un grande affresco storico sull’oscuro periodo della caccia delle streghe nel 1600. Hanno Sete (They Thirst) è riconosciuto dalla critica come uno dei suoi romanzi migliori che conquista in breve i lettori di tutto il mondo. Il principe Vulkan e suoi adepti si trasferiscono dalle lande desolate di un paese dell’est europeo, in una metropoli soffocante e ribollente come Los Angeles, per contagiarli con la loro insaziabile violenza. Solo uno sparuto gruppo di persone ha deciso di fermare il piano diabolico di Vulkan, il principe dei vampiri: un detective dell’omicidi che ha alle spalle un’infanzia dove ha conosciuto quel male contagioso, un prete condannato da una malattia incurabile, un attore della televisione deciso di strappare la donna amata ad un destino peggiore della morte, una giornalista abituata al torbido e un bambino che vuole vendicare la morte dei suoi genitori. La consapevolezza di McCammon è tale, che l’archetipo per eccellenza della letteratura horror – il vampiro – diventi un essere privo di fascino o di elementi già prestabiliti, per condensarsi in male, in un clima apocalittico retto da una ricognizione di ogni frammento atto ad aprire i dilemmi e le psicologie di personaggi a tutto tondo. Un romanzo stratificato, che suggella le sottigliezze di uno scrittore, abile nel sfuggire a catalogazioni di merito, pronto a sfidare le aspettative del lettore per calarci nelle tenebre di un presente, dove ogni cosa si genere nel male della sopravivenza, come già aveva fatto lodevolmente il grande regista John Carpenter nel film Vampires. McCammon è uno scrittore che ha sempre dato tutto perché il sogno si avverasse: vedere le sue idee scritte su fogli bianche, e ha dovuto pagare di persona quando ha deciso di dare vita ad un romanzo lontano da ogni classificazione (Speaks the Nightbird), castigandolo nel silenzio, ma la forza di volontà ci ha restituito un romanziere vero e le sue opere ne trasmettono la forza evocativa e moderna.

Voto 9 

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