Come sempre ogni romanzo di Manfredi che esce in libreria è come se fosse un piccolo
grande evento. La riedizione di Ultimi
Vampiri in questa nuova veste estesa con due racconti aggiuntivi e ben tre
saggi in appendice, è sicuramente motivo di interesse
per molti lettori, non soltanto di genere. Quello che poi lega in maniera
indissolubile questi racconti, è la chiara intenzione dello scrittore di
rievocare il vampiro non ne le soliti vesti di
seduttore succhia sangue, ma quello di seguire in prima persona le loro
esistenze dannate attraverso i secoli. Partendo dalle leggende popolari legati
al principe delle tenebre e
intersecandoli con i momenti cruciali della storia, dimostrano come queste
trasformazioni siano oggetto di violenze sistematiche e la testimonianza della
sconfitta della sua specie. Questi vampiri non sono che ombre, schiacciati dal
progredire dell’uomo e per questo emarginati, ma che alla fine rappresentano
nel loro animo nero, le contraddizioni umane deviate dagli ordini del
cambiamento, per ricordarci quanto siamo carne e poco
spirito. Una fantastica epopea sorretta da una cifra stilistica alta tra
riferimenti storici e filosofici, ma che sa fondersi abilmenti con i diversi
registri del narrare, riuscendo a trasferire alle pagine una potenza evocativa
mirabile. Colpisce anche il racconto pulp Summer of love, irrefrenabile
nella sua morsa vorticosa tra fantastico e cronaca, che ammaglia e coinvolge
fino alle ultime pagine. La vis
narrativa di Manfredi dimostra una scrittura degna dei modelli
angloamericani, accompagnato da una naturale propensione di miscelare
immaginazione e ricerca, senza mai essere dotto ma libero di inventare per la
gioia di chi legge.
Voto
8
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