La casa editrice romana, Gargoyle
Books, è da poco diventata un punto di riferimento per
gli appassionati di letteratura horror, con edizioni ben fatte a un prezzo non eccessivamente alto
( presto si attiverà anche una
collana economica ), puntando alla ribalta delle nuove leve del genere. Il
quarto volume della serie, vede l’uscita del romanzo dello scrittore newyorchese Michael Laimo,
che da lettore accanito, ha pensato di cimentarsi con la scrittura, pubblicando
in poco tempo oltre cento racconti, tra riviste di settore e serie antologiche,
ora raccolte in due volumi a tiratura limitata.
Il dottor Michael Cayle vuole il
meglio per la sua famiglia e decide di trasferirsi da Manhattan
alla cittadina del New England, Ashborough,
accettando il lavoro di semplice medico generico.
A prima vista sembra solo un piccolo paese immerso nella
natura, ma gli imprevisti di un arrivo burrascoso, saranno i segnali
inequivocabili che qualcosa di misterioso è celato nel bosco adiacente alla
casa. Ashborough nasconde molti segreti e i cittadini
sembrano comportarsi stranamente.
Michael scoprirà nella foresta un antico altare che sembra
appartenere ad alcune pratiche di antichi sacrifici, e
in lui scatterà una recondita paura alimentata da eventi che sconvolgeranno per
sempre la sua vita, calandolo nel profondo delle tenebre. Un romanzo che
lentamente accerchia le aspettative del lettore, che
insieme al protagonista rimane invischiato in un clima paranoico che attinge ad
un immaginario gotico rurale, che è sempre appartenuto alla letteratura americana,
tra spazi aperti e incontaminati, dove risiedo i risvolti sanguinari di
pratiche ancestrali. Laimo ci introduce
in un ambiente prestabilito da connotati tipici del genere, addentrandosi nei
meandri della psiche in un crescendo drammatico funzionale all’azione,
stratificato in una tensione febbrile che regge l’atmosfera indotta da una
scrittura semplice ma abile nel dipanarsi senza impacci. Un
libro che ha una buona tenuta narrativa, con una sterzata nelle ultime pagine
dal forte impatto splatter. Chiaro che in un romanzo come questo, che
attinge alle passioni sotterranee dello scrittore Newyorchese, i rimandi sono
inevitabili, e figure come Stephen King o Richard Laymon sono un bacino
d’ispirazione innegabile, ma le capacità intrinseche di Laimo
sono evidenti, e vorremmo leggere i suoi prossimi
romanzi per misurarne le coordinate e l’alchimia nel suo insieme.
Voto
7
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