Come sanno bene i cinefili, ogni inizio anno si
attende con trepidazione gli annunci del cartellone della Berlinale. La Germania, come ovvio che sia, è la rappresentante in pectore della
manifestazione con ben 9 titoli in concorso finanziati da capitali tedeschi. Si
va dal documentario di Andres Veiel su Joseph Beuys la coproduzione tedesco-norvegese di
Thomas Arslan, un roadmovie familiare intitolato Helle Nächte (Notti chiare),
due registi di mezza età (Veiel ha 58 anni,
Arslan ne ha 55 anni), cui viene ad aggiungersi il settantottenne Volker Schlöndorff che si
cimenta nell’ennesima trasposizione letteraria, tornando per la seconda
volta a trarre un film da un’opera dell’amico Max Frisch, stavolta con Return to Montauk, con Stellan Skarsgard, Niels Arestrup e Nina Hoss. Altri titoli in gara, sono: il cileno Sebastián Lelio che con la storia di una transgenderintitolata Una mujer fantastica, sarà senz’altro fra i favoriti all’Orso d’oro, il regista rumeno di origine tedesca
Călin Peter Netzer con una coproduzione rumeno-franco-tedesca intitolata Ana, mon
amour. Da non dimenticare Félicité
del regista senegalese Alain Gomis, che nel 2012
aveva presentato Aujourd’hui poi candidato
all’Oscar per il Senegal; inoltre c’è Agnieszka
Holland che presenta Spoor e
Aki Kaurismäki con The Other Side of Hope, film
utopico su una comunità solidale fra un anziano finlandese e un profugo
siriano e per finire l’habitué giapponese Sabu con il thriller rivisitato Mr. Long. Da tenere d’occhio il promettente
The Dinner del regista Oren Moverman e Hong Sangsoo con il film intitolato On the Beach at Night Alone. Attesa anche per il ritorno di
Alex de la Iglesia con El Bar.
Occhio alle sorprese: l’esordio di Josef
Hader, straordinario cabarettista austriaco,
attore di cinema e di teatro purtroppo sconosciuto in Italia, con Wilde Maus (Topo selvaggio). Quindi, il film della sessantaduenne
regista ungherese Ildikó Enyedi,
intitolato On
Body and Soul e per concludere il film del cinquantacinquenne regista
brasiliano Marcelo Gomes, intitolato Joaquim, una coproduzione brasiliano-portoghese ambientata fra i contrabbandieri dell’oro nel
diciottesimo secolo. Interessante la retrospettiva dedicata ai film di
fantascienza da 1984 a Alien, da Blade Runner a Il Quinto Elemento da Incontri ravvicinati
del terzo tipo a L’invasione degli ultracorpi più molti altri film
antichi e meno noti. L’unica pellicola italiana presente a Berlino
è quella di Luca Guadagnino, Call me by your name, presente nella sezione Panorama, con la sceneggiatura scritta dal regista assieme a James Ivory. Da menzionare anche la sezione Forum, piena zeppa di pellicole stimolanti e di registi promettenti. Un
festival cittadino dalle grandi dimensioni e prospettive, che nelle sue proposte non delude mai.
Voto
7 ½
|
 |
|