Sono venti le candeline che soffierà in questa edizione la direzione del Far East Film 2018, consolidando con forza il loro imprescindibile lavoro di scoperta e conferma del cinema popolare asiatico. La kermesse guarda al futuro, visto che propone 81 film e che 21 dei 55 film in concorso sono opere prime o seconde di promettenti registi. Se il baricentro è sempre fissato il cinema cinese, lo sguardo si è spostato sulle cinematografie limitrofe e poco conosciute al pubblico occidentale. Il cinema di Hong Kong la fa da padrone, con gli attesissimi Operation Red Sea di Dante Lam e Our Time Will Come, dramma sulla resistenza contro l’invasore giapponese diretto da Ann Hui, e non mancherà l’evento clou con la premiazione di Brigitte Lin Ching Hsia , la diva del cinema di Taiwan e di Hong Kong, che verrà premiata con il Gelso d’Oro alla Carriera e sarà accompagnata da sei film in cui ha recitato nel corso degli anni – tra i quali lo strepitoso The Bride with White Hair di Ronny Yu, Dragon Inn di Raymond Lee e soprattutto Hong Kong Express di Wong Kar-wai –, che tra classici restaurati e info screening ci si ritrova tra le mani due titoli imperdibili come My Heart is That Eternal Rose di Patrick Tam e Throw Down di Johnnie To. Il Giappone, altro pezzo forte della kermesse, vede Foreboding di Kiyoshi Kurosawa, già apprezzato alla Berlinale; attese più che giustificate per i nuovi film di Shuichi Okita (Mori, The Artist’s Habitat) e Ryuichi Hiroki (Side Job), mentre affascina sulla carta il misterico The Name di Akihiro Toda, con protagonista Kanji Tsuda. Per quanto riguarda i docufilm segnaliamo anteprima mondiale di Sukita The Shoot Must Go On , diretto da Aihara Hiro, che racconta David Bowie (e 40 anni di rock) attraverso gli occhi del fotografo Sukita Masayoshi. Il 25 aprile all’interno del festival si terrà poi la nona edizione del Far East Cosplay Contest. Molto nutrita la presenza sudcoreana, con tredici titoli che vanno dal noir alla commedia, dal dramma politico all’action in costume, fino all’horror. Già, l’horror, uno dei classici delle edizioni del Far East, è presente con diverse pellicole, quali: Gonjiam: Haunted Asylum di Jung Bum-sik (una troupe televisiva entra in un ospedale psichiatrico abbandonato da quando, nel 1979, 42 pazienti si tolsero la vita), il demoniaco Satan’s Slaves dell’indonesiano Joko Anwar, il sulfureo thriller giapponese The Scythian Lamb di Daihachi Yoshida, l’ectoplasmatico The Promise del veterano thailandese Sophon Sakdaphisit – suoi Coming Soon e The Swimmers. Senza per questo dimenticare il genio di Raya Martin, tra i più rilevanti cineasti filippini, che si cimenta con il genere giallo in Smaller and Smaller Circles. Con undici nazione rappresentate: Cina, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Singapore, Malaysia, Thailandia, Vietnam, Indonesia, Filippine, Taiwan, il Far East 2018 resta un appuntamento imperdibile per ogni cinefilo che si rispetti, pronto ad allargare il proprio orizzonte visivo ed entrare in contatto con cinematografie che difficilmente approdano sui nostri schermi.
Voto
7½
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