Si inaugura giovedì 14 marzo 2013 alle 18.30 l matto, la morte e il diavolo, la mostra, dell’artista Alessandra Zorzi, che proseguirà fino al 14
aprile 2013 alla Sala del Giubileo del Complesso del Vittoriano di Roma.
L’esposizione, a cura di Claudio Strinati, ospita 30 opere, tra oli, disegni, acquerelli,
arazzi digitali e videoproiezioni della Zorzi, illuminata interprete della pittura e del video d’animazione. Tema progettuale della mostra di Roma sono gli Arcani
Maggiori dei tarocchi, con cui si sono confrontati nei secoli innumerevoli pittori, a cominciare, così vuole la leggenda, da Mantegna e, in tempi Luzzati, Dalì, Guttuso, Brauner, Niki de Saint Phalle.
Il lavoro della Zorzi si è sempre manifestato in modo tematico. I
suoi inizi artistici li possiamo fa risalire alla fine degli anni ‘80, quando
Alessandra comincia a dipingere con continuità, elaborando un linguaggio
immaginifico fluido e autonomo, fuori da schemi e scuole, che ama definire pop-espressionista. Fedele a un linguaggio legato all’immaginario, dal 2000 in avanti ha approfondito specialmente le possibilità che gli strumenti tecnologici offrono (in particolare il video d?animazione), dedicandosi a una ricerca composita, linguistica, pittorica e contemporaneamente narrativa, che prende corpo dagli archetipi figurativi della pittura classica, trasferendoli e utilizzandoli nelle animazioni digitali, in un gioco di ambiguità, ricco di riferimenti alla pittura tradizionale.
Per questa mostra, l’artista dell’artista (di formazione architetto, nata a Treviso ma residente da molti anni a Milano) Alessandra Brustolon Zorzi non ha voluto misurarsi né con la narrazione, né con l'interpretazione, ma ha puntato sulle suggestioni che i diversi
simboli le evocano, quasi un pretesto per accedere all'inconscio.
"Alessandra Zorzi presenta la serie degli Arcani Maggiori che già di per sé costituiscono un ciclo organico secondo la sua
tipica impostazione, visionaria e incantata, immersa in una costellazione di
immagini archetipiche, oscure e insieme perfettamente comprensibili a chiunque –
Sottolinea Claudio Strinati -. Attraverso tali visioni e risalendo fino alle avventure grafiche degli anni sessanta del Novecento tra Mitteleuropa e Inghilterra, la Zorzi ha scavalcato felicemente e agevolmente i traumi del postmodernismo, in un cammino caratteristico del nostro tempo".
Il catalogo della mostra è
stato realizzato da Canova
Editori, con testi di Claudio Strinati e Philippe Daverio e la riproduzione delle opere esposte.
Voto
7 +
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