Spiaggia di menzogne, la prima personale in Italia di Benoît Maire, è organizzata dalla Fondazione Giuliani di Roma in
collaborazione con DRAF, Londra, e con il sostegno
dell’ Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e di Bioera e si tiene alla Fondazione Giuliani dal 4ottobre al 14 Dicembre 2013. L’esposizione romana, curata da Adrienne Drake, analizza
l’opera dell’artista francese attraverso le sue tracce in numerosi media, tra cui scultura, fotografia, scrittura, film e performance, Maire tenta di costruire un unico indice visivo o sistema estetico. Questo sistema, impregnato di filosofia, riferimenti artistici o letterari, domande sul valore affettivo di una teoria, si pone un problema. Pur seguendo un rigoroso approccio concettuale, l’artista è profondamente impegnato in una ricerca delle Spiaggia di menzogne può essere letta come una ricerca divisa
in tre parti: l’atto del vedere, il processo di misurazione e l’analisi dell’opera d’arte. Può un’opera d’arte rappresentare la verità? In realtà
un’opera d’arte è una menzogna? (Per essere in grado di mentire, bisogna conoscere la verità)
La personale comprende nuovi lavori, tra cui un film girato a Roma nei giorni precedenti l’inaugurazione, insieme a alcuni pezzi recenti adattati agli spazi della Fondazione. Una componente chiave della mostra è il corpo di opere che può essere inteso come ‘allegoria della misurazione’. Nel 2012, Benoit
Maire inizia a produrre oggetti immaginati come dispositivi di misurazione, intitolandoli “arma”. Non è mai abbastanza chiaro ciò che questi strumenti possano misurare, è lo spettatore che deve immaginare la funzione di
ciascuno e discernere per quali oggetti siano stati pensati. Per comprendere più a fondo il loro significato, l’artista li fotografa in relazione con persone nell’atto di misurazione, e contemporaneamente li utilizza durante
performance in cui il loro significato prende forma attraverso l’azione. Non si
tratta di performance con un pubblico, ma piuttosto di atti performativi che vengono filmati.
Attraverso questa ‘allegoria della misurazione’, si può comprendere il rapporto che gli esseri umani hanno con l’ambiente circostante, basato sulla misurazione delle cose: attraverso questo atto emerge un’idea della filosofia come mera scienza. Quello che alla fine l’artista
rappresenta non è la filosofia in sé ma una relazione come condizione di possibilità
di una filosofia o di una scienza.
Nato a Pessac, Francia nel 1978, Benoît
Maire vive a Parigi. Le recenti mostre personali si annoverano: Hollybush Gardens, Londra
(ad avvenire); Weapon, David Roberts Art Foundation, Londra; Ohne Warum, Croy Nielsen, Berlino; Le fruit est défendu, Cortex Athletico, Parigi (2013); History of Geometry, Halle Für Kunst, Luneburg and Walden Affairs, Den Haag; The
Object of Criticism, De Vleeshal, Middleburg; Bientôt le métal entre nous se changera en
or, Kunsthalle, Mulhouse (2011)
Fondazione Giuliani per l’arte
contemporanea - via Gustavo Bianchi, 1 – 00153 Roma Italia
dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:30, e su appuntamento
info@fondazionegiuliani.org - +39 06.57301091
Voto
7
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