Catherine Gran, l'artista anticonformista e ironica,
censurata a Mosca per aver rappresentato un San Sebastiano donna, è per la
prima volta in Italia con la sua mostra Lignes dorées et confettis.
La Gran, russa di nascita, ma parigina di adozione, ha fatto
conoscere e apprezzare il suo lavoro con delle mostre nelle maggiori gallerie
delle capitali europee. C’è molto interesse per questa sua esposizione italiana,
che propone a Firenze dodici recenti opere di grande formato ed alcuni lavori su carta,
realizzate esclusivamente per l’evento che sarà visitabile alla Galleria Falteri di
Firenze.da giovedì 22 settembre a lunedì 31 ottobre.
Catherine Gran, nasce a Mosca nel 1966 da una famiglia
di pittori. Vive e lavora in Francia dal 1981, si è laureata all’
Ecole Nationale des Arts
Décoratifs de Paris nel 1992. E’ già un successo essere
riusciti a portare in Italia un’artista da tempo legata da esclusiva ad
un’importante galleria inglese; dopo più di due anni di gestazione vede la luce la
mostra che presenterà per la prima volta in Italia l’opera di Catherine Gran. I suoi quadri, poetici e ironici, sono noti soprattutto in Francia,
Inghilterra, Germania e Russia. La sua prima mostra a Mosca è del 1977 dove, su 10 opere esposte, ne
furono ritirate cinque dalla censura, perché ritenute troppo osé e religiose;
capirete, ci dice la Gran<,
che effetto può aver fatto un San Sebastiano donna! Il suo mondo pittorico, come afferma lei stessa, guarda a Cimabue, al Beato Angelico,
a quei fondi oro che, senza uccidere la prospettiva, evidenziano la figura,
facendola sembrare sospesa tra la tavola e lo “spettatore”. Così, nel lavoro
della Gran, la figura è predominante, gli sfondi d’oro si traducono in raggi
luminosi che attraversano la tavola senza però influire in modo astratto sulla
composizione del quadro. La tela si popola di scatole, cani, poltrone, vasche
da bagno e bonhommes nonchalants.
“Ma perchè la composizione non soffra per
l’interferenza di queste linee, uso un trucco”, ci rivela la Gran, “se ruotando il quadro
vedo che i gentiluomini delle mie composizioni non si disgregano allora il
gioco è fatto; chissà che Francis Bacon
non facesse lo stesso con i suoi cardinali”. Uomini, donne, cani, figure indifferenti e, al tempo stesso, attonite,
mirano lo “spettatore” in un gioco di sguardi dove non si sa chi osserva e chi
è osservato. Alla domanda – cosa la infastidisce negli uomini e nell’arte? –
l’artista risponde – La sindrome di “uguaglianza”. Affermare cioè
che tutte le cose si equivalgono, che Beuys è importante quanto Velazquez.
Quali sono, invece, le qualità che più apprezza negli uomini
? E nell’arte ? – Prima di tutto
l’anticonformismo. La personalità e l’indipendenza dal giudizio degli altri.
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7 +
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