Il
suo nome è Willer, Tex Willer,
ed è l’eroe per definizione del fumetto popolare italiano, un personaggio ormai
entrato nella sfera del mito, pubblicato senza interruzione dal lontano 1948,
quando fu creato da Gianluigi Bonelli e da Aurelio Galeppini (in arte Galep).
La serie regolare ha raggiunto la fatidica soglia del numero cinquecento,
festeggiato – secondo consolidata tradizione Bonelli – con un albo tutto a
colori. Le storie di Tex appartengono al genere dell’avventura di marca western: il nostro
eroe è il ranger di una
riserva indiana ed il rispettato capo di una tribù navajo col nome di Aquila
della Notte – è infatti vedovo della sua amatissima sposa pellerossa Lilith,
figlia del precedente capo Freccia Rossa –. Ovviamente Tex Willer è un
infallibile tiratore, continuamente in viaggio da un capo all’altro degli Stati
Uniti per l’avventura di turno, cavalcando sempre insieme ai suoi tre
inseparabili pards: il vecchio ma sempre valido Kit Carson, suo figlio
Kit ed il silenzioso indiano
Tiger Jack. Un’ambientazione dunque che ci riconduce all’immagine del West che registi come John Ford ed
Howard Hawks andavano visualizzando negli anni in cui Tex mosse i primi passi
nelle edicole. Dopo la lunga golden age a firma Bonelli-Galep
altri prestigiosi autori si sono messi alla prova con la serie per eccellenza
dell’universo bonelliano: il timone della sceneggiatura è stato stabilmente
raccolto da Claudio Nizzi, mentre sono stati vari i disegnatori che hanno
cercato di emulare le gesta di Galeppini – da Ferdinando Fusco, Fabio
Civitelli, Gugliemo Letteri, Vincenzo Monti e, ovviamente, Claudio Villa –.
L’avventura a colori del numero cinquecento s’intitola Uomini in fuga:
il soggetto e la sceneggiatura sono stati firmati da Claudio Nizzi, i disegni
da Giovanni Ticci e la copertina da Claudio Villa. La storia, a base di inganni
e di inseguimenti, prende avvio con la profanazione della tomba di Lilyth, l’amata
sposa del nostro eroe: l’empio gesto innesca il comprensibile desiderio di
vendetta di Tex e compagni, in realtà si tratta di uno specchio per le
allodole, architettato da un manipolo di banditi che hanno preso in ostaggio il
Prof. Ferguson (e sua figlia), uno studioso che ha scoperto la presenza di
giacimenti auriferi nelle Caverne Sacre degli Antichi Spiriti, luoghi
ovviamente sacri per i Navajos e
sotto la protezione di Aquila della Notte. Scoperto l’inganno, Tex ed i suoi fedeli pards
laveranno l’oltraggio con dosi generose di piombo, secondo copione. Una storia
di sapore classico per un eroe intramontabile che proprio non dimostra i suoi
cinquantaquattro anni di ininterrotta vita editoriale.
Tex N. 500, Uomini in fuga, mensile, pp. 116 [Sergio Bonelli Editore]
Voto
7½
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