Nessuna perplessità. Terrestre, l’ultimo Cd dei Subsonica, il primo per la Emi - Virgin, è un bel lavoro. Il gruppo di Torino, dopo un periodo
di pausa, torna a suonare, spiazzando come al solito il
suo pubblico, solo che questa volta lo fa con un sound in gran parte elettrico,
anziché elettronico tout court.
Non vengono accantonati
(ma usati con molta più parsimonia) software, campionatori
e sequencer elettronici e il sound dei Subsonica si
avvantaggia di citazioni elettriche, divagazioni rock e soprattutto di un approccio
inedito a un’elettronica arcaica, quando le tastiere (perlopiù analogiche) e i
sintetizzatori venivano suonati fisicamente dagli umani in una tattile sintonia
con le note più astratte e convincenti. In pratica il sound del live viene mutuato dal gruppo anche in studio. E il risultato è
un suono energico piacevolmente suburbano, un flusso di energia
non solo sintetica.
Sorretti da non rassicuranti (e talvolta tenebrose)
atmosfere un po’ alla Blade
Runner, i cinque dei Murazzi
raccontano in quattordici brani la terra vista (a loro modo) da vicino e da
lontano. Come se fossero su un satellite in orbita ellittica sul pianeta, i Subsonica si proclamano terrestri
con piglio danzereccio,
maltrattano i loro strumenti con fare
tribale e divagazioni psichedeliche, ma senza mai perdere la voglia per la sperimentazione.
Lo dimostra una personalissima riedizione 2005 style del progressive
e tanti altri tentativi (riusciti) di sdoganare lo stile vintage
dai soliti percorsi di nicchia per appassionati cinquantenni o collezionisti in
erba. Il ritmo, l’attitudine stilistica del gruppo è sempre la stessa, quella
robusta e raffinata, amata e stimata da migliaia di fan, solo che questa volta Samuel, CMax, Boosta,
Ninja e Bass-Vicio si mettono in gioco non solo come creatori di suoni, ma anche come musicisti
più tradizionali. E il gioco, alla fine, sembra davvero riuscito. Lo dimostrano brani pulsanti come “Corpo a corpo”, “Ratto”, l’elettrico “Abitudine” o la
travolgente “Gasoline”, che oltre a essere il primo brano
in inglese in un disco ufficiale dei Subsonica, rappresenta probabilmente la prima
prova di sfida che il gruppo vuole rivolgere in futuro (nel 2006) alle scene
internazionali. Anche per questo il gruppo sta
cercando di reinventarsi, di sondare suoni,
sperimentare in molte direzioni. Anche quelle
dell’autogestione. Se sapranno togliersi di dosso
quelle inquietudini che accompagnano ogni inizio di nuova avventura, i Subsonica
potrebbero anche farcela a diventare il gruppo italiano più famoso a livello
europeo. Non dipenderà solo dall’evoluzione del loro progetto musicale, ma anche
dalla maturità con cui affronteranno la comunicazione.
Voto
7 +
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