Da musicista a front man il passo è lungo. Lunghissimo per Roberto Terzani, che ha aspettato
venticinque anni per tornare alla ribalta il 16 settembre 2005 con un disco
tutto per la Edel. L’ex leader dei Windopen, che nei primi anni Ottanta
erano un po’ la band di punta della scena bolognese, pubblica in questa fine
2005 il suo "Robertoterzani.hits". Un Cd che
conferma il suo amore sfegatato per il rock. Soprattutto per quello anni '70. La
passione per quel sound elettrico e solare è chiara fin dai primi battiti, fin
dalle prime schitarrate del brano "Dai!", che come singolo ha fatto
da apripista agli altri dodici pezzi di un album ben congegnato, gradevole, a
tratti ironico, ma sempre ottimista. A dir poco insomma questo lavoro somiglia
al suo creatore. E se Roberto in questi anni si è fatto apprezzare nei ranghi
dei Litfiba (con cui ha suonato basso e
chitarra dal vivo e ha partecipato più che attivamente alle registrazioni di
vari album, da “El Diablo” a “Infinito”), poi con Nicoletta Magalotti, con la Piero Pelù band (ha
suonato nei primi due album del rocker fiorentino: Né buoni né cattivi e UDS e naturalmente negli
omonimi tour) questo nuovo Cd aggiunge benzina ritmica, idee e intensità a una
figura fondamentale, ma sin troppo schiva (cosa rara ai
nostri giorni) del rock italiano. Terzani si specchia insomma a meraviglia in
questa sua prima esperienza solista in cui le canzoni incalzano, sprizzano
vitalità. l'esperienza accumulata in tanti anni di rock si sente tutta, ma il
rossore, la timidezza dell’esordiente rendono ancora più piacevole questo
lavoro che, anche dal punto di vista dei testi, non delude le attese. Anzi. Roberto gioca con le note e con le
parole in tutto il disco: guarda il mondo e lo descrive a ritmo rock, lasciando
all’ascoltatore la possibilità di leggere tra le righe una conferma alle sue
perplessità o al contrario un modo per sfuggire dalla noia quotidiana, per
usufruire di qualche provvidenziale sorsata di ossigeno. Niente ideologie,
pensiamo rock & roll, sembra suggerire un Terzani che in alcuni brani si
avventura persino nelle avvolgenti atmosfere di un convincente sound metropolitano,
per poi sterzare sull’italian beat. Per il resto le canzoni di "Robertoterzani.hits" corrono veloci fra il
fragore elettrico di chitarre stropicciate e armonie vocali ben congegnate. Non
abbiamo parlato o quasi di pezzi in particolare? Poco male, tanto sono tutti
dei potenziali singoli. Rimane invece un dubbio e cioè perché Roberto Terzani
abbia aspettato così tanto a svelarsi come story teller, preferendo tirare la
carretta ad altri artisti. Noi siamo convinti che se questo album fosse uscito
con la spinta promozionale di essere il primo album solista del
chitarrista-bassista dei Litfiba o del polistrumentista di Pelù avrebbe avuto
più visibilità. Ma queste sono altre storie. Storie che a quanto pare a Roberto
interessano poco.
Voto
7 ½
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