L’ultimo
album dell’ex Wham! arriva dopo il
ritorno-confessione di Older, alla fine di un’annosa causa
giudiziaria con la sua etichetta discografica. Songs from the last century,
come si comprende dal titolo, è un disco di covers: per realizzarlo George Michael ha scelto dieci brani dal
ricco repertorio del Novecento, cantando i pezzi (amati in privato) con i quali
da sempre avrebbe voluto mettersi alla prova (in pubblico). Il risultato è un
itinerario che presenta non poche sorprese: in primo piano le canzoni dei
maestri del pop, come Roxanne, primo successo di Sting nel
periodo dei Police, Miss Sarajevo
dei Passengers di Bono e Pavarotti, e My
baby just cares for me resa celebre dall’interpretazione di Nina Simone.
Questo solo per citare tre degli esempi più riusciti della selezione: in Songs
from the last century George Michael
opera una rilettura dei vari brani da una generalizzata ottica (morbidamente) jazz. Il risultato è d’indubbia presa
emotiva: la voce del cantante
di origine cipriota aleggia avvolgente sulla sua personale galleria di
ricordi acustici, quasi un album di preziose foto sonore conservate gelosamente
per anni prima di trovare il coraggio di mostrarle in pubblico. In molti casi George Michael
semplicemente sorprende: basti ascoltare il frizzante ritmo di Secret love (resa famosa in un musical da Doris Day), o la deliziosa Where or when, elegantemente
‘snaturata’ rispetto alla versione di Frank Sinatra, o infine la classica You’ve changed, un classico
interpretato anche da Julie London (una delle cantanti preferite di George Michael, pare). Un
album gradevole, prezioso e ricco d’atmosfera.
George Michael, Songs from the last century [Virgin 1999]
Voto
7+
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