Dopo il grande successo di Buena Vista Social Club e della musica latinoamericana in tutto il mondo, Gloria Estefan torna al son delle sue origini, che la cantante americana di origine cubana aveva già scandagliato magnificamente nel 1993 con lo splendido Mi tierra, album essenziale e suggestivo nella sua semplicità.Un gradito recupero del proprio background musicale, continuato con lo stesso tatto filologico due anni dopo, con il notevole Abriendo puertas, ancora una trascinante full immersion nel son di Cuba.
Poi la Estefan deve essersi ricordata del suo periodo con i Miami Sound Machine e, con i successivi album, il sofisticato Destiny e l’ultimo Gloria!, ha tentato di riutilizzare la miscela che l’aveva resa una star del latin rock, coniugando il pop e la dance alla salsa ed al merengue.
Scelta infelice, soprattutto se unita a brani poco ispirati come quelli dell’album più recente: i suoi numerosi fans gradiranno dunque il ritorno della Estefan alla sua anima caraibica, denunciato a partire dal titolo dell’ultimo disco, Alma caribeña.
Già, perché stavolta non ci sono trucchi: di pop o dance non c’è traccia, a parte l’ultima, un remix di No me dejes de querer che si sarebbe potuto benissimo evitare.
A parte l’episodio, le dodici canzoni di Alma caribeña si rivelano altrettanti piccoli gioielli e i Caraibi vi figurano davvero in primo piano: oltre ai suoni, con un po’ d’immaginazione se ne vedono i colori e se ne sentono i profumi, un effetto-magia che la Estefan riesce a raggiungere (mutatis mutandis) come Ry Cooder ed i suoi vecchi leoni del Buena Vista Social Club, senza sforzo apparente.
Quanto ai generi del son sperimentati nell’album, dentro vi si trova un po’ di tutto: bachata, rumba, bolero, murga e, ovviamente, salsa. Il tutto sapientemente amalgamato con molto buon gusto, nonostante la solita produzione a nove zeri del marito-manager Emilio Estefan.
L’apertura di Alma caribeña è affidata al sound jazzato di Por un beso, molto old style: sulla stessa linea si pone anche Te tengo a ti. Uno degli episodi più movimentati del disco arriva con Punto de referencia, da associare per la progressione interna a Solo por tu amor e, sul versante ritmico, alla splendida Tres gotas de agua bendita, davvero intrigante e con un riuscito duetto della Estefan con Celia Cruz.
Da segnalare anche Dame otra oportunidad, l’intensa Me voy ed il singolo No me dejes de querer, la vera perla dell’album. Un gradito ritorno della Estefan al son di Cuba, con un disco senza pause creative (a parte l’ultima traccia), davvero caldo e intenso.
Gloria Estefan, Alma caribeña [Epic 2000]
Voto
7
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