D’accordo, l’idea delle opera omnia proposte in antologia
a tre cd con ricco booklet più il classico inedito finale non è
esattamente una novità dopo le recenti raccolte mogol-battistiane,
ma In direzione ostinata e contraria
è l’eccezione
(commerciale) che conferma la regola, perché il Faber è un
personaggio di indelebile caratura artistica, probabilmente il principale punto
di riferimento musicale italiano del Novecento. Inoltre, come prevedibile, la
vedova Dori Ghezzi, sensibile
custode del patrimonio musicale del cantautore genovese,
ha tracciato uno straordinario itinerario di ben cinquantaquattro tappe canore
in cui apparentemente non saltano agli occhi lacune sostanziali. La
ricognizione offerta dai tre cd è a trecentosessanta gradi: ed abbraccia con rigore l’intera carriera dell’artista
ligure: si va da Fabrizio De André – Vol. I contenente Via del Campo e Bocca di rosa) del 1967 fino
all’ultimo album di studio Anime salve, scritto a quattro mani con da
De André con Ivano Fossati nel
1996. Nel mezzo, come ci si può aspettare, trovano
spazio l’amore, la poesia, la letteratura, i margini della società, l’umanità,
da sempre tematiche privilegiate dell’arte
di Fabrizio De André. La triplice antologia si completa con un corposo
libretto di 52 pagine con introduzione di Aldo Grasso,
contenente qualche fotografia e tutti i testi delle canzoni: nelle note del booklet si scopre anche la
particolare cura che la Ghezzi ha voluto riservare alla raccolta
con il sostanziale aiuto di Gianpiero Riverberi, storico arrangiatore del
Faber, che ha svolto una certosina operazione di “demasterizzazione” per depurare le precedenti riconversioni
su cd rimuovendone equalizzazioni e ricompressioni
digitali, ripartendo dai master originali per ritrovare la qualità calda ed
avvolgente degli storici vinili, recuperando il sound dell’apoca e restituendo così al
popolo dei suoi estimatori la gamma espressiva della straordinaria voce di De André nella sua
interezza. Una dopo l’altra come perle di una collana si alternano
Amore che vieni e amore che vai o la Canzone dell’amore perduto (di entrambe
Battiato di recente ha realizzato cover),
classici quali La canzone di Marinella,
Carlo Martello ritorna della battaglia
di Poitiers, La guerra di Piero, la Canzone del maggio, Il bombarolo,
Geordie,
Fiume Sand
Creek, Hotel Supramonte,
Creuza de mä, Prinçesa e Anime salve – e abbiamo evitato di
citarle tutte per esigenza di sintesi –. Oltre ai brani tratti da album, In direzione
ostinata e contraria propone anche tre 45 giri
(Il pescatore, Titti e Una storia sbagliata) ed uno struggente inedito quale Cose che non dimentico, registrato dal
vivo nel 1997 con il figlio Cristiano, l’unico brano scritto in collaborazione
con lui, una canzone sull’Aids e sulla doppia distanza che s’instaura tra chi è
stato colpito dalla malattia e tutti gli altri, degna ed inaspettata chiusa di
un percorso antologico che mette i brividi per la sua incredibile compattezza,
qualità, coerenza espressiva ed ideologica. Vivamente consigliato a chi ama De
André e ne desidera una
sintesi di livello. Indicatissimo per tutti i
neofiti che potranno scoprire senza soluzione di continuità i
capolavori del cantautore ligure. Fabrizio De André, In direzione ostinata e contraria
[Sony/Bmg 2005]
Voto
8
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