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Scanner - musica
 


Articolo 31
Italiano medio Tour 2004
Dj Ax e Dj Jad scelgono il rock
Palasport di Firenze – 5 aprile 2004

 




                     di Tommaso Chimenti


Gli Articolo 31, come anni fa diceva una loro canzone, ancora “dominano il party”: sotto il palco nei loro concerti di questo riuscitissimo tour 2004 (per promozionare l’ottimo album Italiano medio) il pogo è infinito, sulle gradinate quattordicenni impazziti si agitano, ballano e sudano, osservati a stretto giro di vite da genitori stanchi ed indaffarati con l’ossessione dell’orologio.

Le bandane della Jamaica, le foglie di marijuana come status symbol, il profumo - fumo dell’haschish che pervade, i colori scanzonati delle magliette e degli slogan facili riempiono la serata. Il rap e l’hip hop però hanno incredibilmente lasciato il posto al rock, con sfumature di pop e di hard core sulle chitarre smorzate e le percussioni eccessive, deformando l’idea degli Articolo, più riconoscibili come sound ed ironia su bassi cadenzati e ritmati che dentro armonie sonore consolidate da classifica o radio- commerciabili. La sindrome degregoriana di cambiare ritmo e distruggere le hit ha colpito anche loro.

I capelli rasta del front man Dj Ax, capopopolo e Masaniello, scivolano jumpando sul palcoscenico immenso, mentre Dj Jad screccia e Space One, alla voce fa cori e rintuzza le stonature, movendosi, saltando come gorilla in gabbia che vuole spaccare ogni cosa. “A proposito dei reality show, siamo noi i veri amici di Maria”, con riferimento alla trasmissione della De Filippi, la marita del Costanzone nazionale, ed alla tanto agognata piantina secca caraibica bobmarliana, è uno dei pochi commenti tra una canzone e l’altra.

I fans, veri fanatici, con il dito medio alzato, “Italiano Medio”, aumentano di canzone in canzone, è un passa parola, un saluto ormai purtroppo comune, un segno dei tempi, ed i cellulari luminosi scattano mms da inviare agli amici adolescenti rimasti a casa a mangiarsi le unghie, su internet o a giocare alla play station. “Non è un film” con atmosfere in bianco e nero e “La mia ragazza”, in un fortunato medley con Rino Gaetano, ma lo conosceranno i ragazzi sotto il palco intenti solamente ad urlare come scimmie qualsiasi cosa venga loro detta dall’artista di turno?, fino alla “Commodore 64”, inno generazionale per i trentenni, è tutto un susseguirsi di ululati di incontenibile ed irrefrenabile gioia.

Un clamoroso gigantesco dito medio tricolore, rivolto al Governo, al sistema, a chi?, campeggia solare e s’illumina d’immenso dietro il palco, ed ora l’urlo di giubilo sale alto: i ragazzi si sentono ascoltati, c’è qualcuno che la pensa, infantilmente, come loro.

Voto 7 + 

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