Cambiare rimanendo se stessi,
sembra essere la ricetta, avviata già da qualche stagione da Alessandro Gigli, per
vivacizzare la già elettrica Mercantia.
Rinnovarla pian piano non perché vada male, anzi, le 35.000 presenze annue che
con il solo bigliettaggio riescono a coprire le spese (500.000 euro), ma per
tenere viva l’attenzione senza ripercorrere ogni anno le stesse tappe, senza
crogiolarsi sugli allori proponendo un prodotto morto e impacchettato che
sarebbe solo marketing ed avrebbe poco di artistico. Per chi conosce il
direttore artistico Gigli, che l’ha ideata e portata ai clamori internazionali,
sa che questo è impossibile: la qualità va di pari passo con la quantità.
Quantità che nel borgo di Certaldo
Alto (quest’anno dal 16 al 20 luglio) vedrà sulla scena ottanta compagnie
al giorno per cento repliche. Da “Mercantia”, il più antico, fondato nell’88,
festival di teatro di strada assieme al Festival
Busker di Ferrara (e all’On The Road di Pelago,
anche se in questo caso il contesto privilegiato è quello musicale), sono nati
in giro per l’Italia ben 170 “figli e figliastri”, manifestazioni che ne hanno
ripreso, tratto spunto, copiato, plagiato la formula. Alla ventunesima
edizione, dopo la novità dell’apertura delle cripte, delle segrete, delle
carceri e delle torri delle ultime annate, la commistione tra i generi si fa
ancora più eclatante e conclamata. Nessun genere, tutti i generi in pista:
teatro di figura, musica da strada, giocolieri, trampolieri, fuochisti, teatro
danza, il nuovo circo, i match d’improvvisazione, il cabaret toscanaccio con Monni, Anna Meacci, Katia Beni, Kaemmerle.
Insomma la definizione di “teatro di strada” gli sta strettissima: “Quest’anno
abbiamo coniato un nostro Manifesto – spiega Gigli, più vulcanico del solito – e
vorremmo che dal prossimo anno si sostituisse al sottotitolo “festival
internazionale di teatro di strada” con la dicitura “quarto teatro”, perché è
la modalità, il modo diverso di rapportarci con il pubblico, in una convergenza
che non è di stili ma di energia, di etica del lavoro, di comunicazione; il
nostro è un teatro altro ed oltre, un teatro attivo, che interagisce, che ha
qualcosa da dire, che crea”. Il Gigli furioso ce l’ha anche con la politica dei
finanziamenti (la Regione passa 40.000 euro ed il Ministero 10.000) che premia ancora “privilegiati e
pensionati che non hanno più niente da dire e da dare alla cultura”. Nella
parte bassa, come ogni anno e ad ingresso gratuito, le strade saranno invase
dagli artigiani. Quest’anno il tradizionale premio “Chiodo d’oro” verrà
assegnato all’attore Bustric. Info: biglietti: 7.50, 3 euro, sabato: 15,
domenica: 10; 0571.661259; www.mercantiacertaldo.it.
Voto
8
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