Lella Costa: Alice, una meraviglia di paese, presentazione
Lella Costa: Alice, una meraviglia di paese, recensione
Lella Costa: Stanca di guerra
Lella Costa: Traviata
Lella Costa: Precise parole
Grande attrice, grande sensibilità: assistere a uno spettacolo di Lella Costa è sempre un piacere. Un'avventura intensa. Lo dimostra anche questo riuscito Precise parole(regia di Gabriele Vacis) in cui, come di consueto Lellaè sola in scena, una sola voce che interpreta più voci. Lella Costa è Desdemona, Iago, Otello, il Doge... i personaggi dell'Otello di Shakespeare ci sono tutti.
"Complesso è il mondo", diceva Carlo Emilio Gadda. E se lo era il suo, figurarsi il nostro. Eppure succede che in questo mondo sempre più complesso si tenda costantemente a una spaventosa semplificazione. Tutto deve essere rapido, conciso, facile. Ci viene continuamente chiesto di spiegare le cose "in due battute", possibilmente "brillanti": che si tratti della guerra, della fame, dell'immigrazione, non importa. "Ci dica, in due parole".
Ma ci sono cose che non hanno un nome, hanno una storia. E se non ti prendi la briga di impararla, quella storia, poi succede che non capisci neanche le cose".
Più o meno da qui prende avvio l idea di questo spettacolo, che è poi il racconto di Otello. Lui, quello di Shakespeare, il celebre Moro di Venezia. Che poi la trama sembra una pagina di cronaca del nord-est italiano di oggi con un pizzico di sceneggiatura di "Indovina chi viene a cena": una storia d amore controversa tra una nobildonna veneziana giovane e bella e un immigrato di colore che trova un impiego di una certa responsabilità in un impresa a partecipazione statale.
Precise parole smonta e rimonta il testo con riferimenti all'attualità e divagazioni: non siamo più ai tempi della Serenissima, ma in una Venezia di oggi. Iago è un astuto faccendiere, forse il vero protagonista della vicenda, con la sua capacità di manovrare le situazioni e di anticipare le mosse degli altri personaggi. Otello è un immigrato di colore che si è trasferito a lavorare nel nord-est del boom economico. Desdemona una ragazza benestante che si innamora di lui. Raccontano storie nostre, ci spiegano un sacco di cose: e tutto quel giocare con il finto e il falso, l'essere e l'apparire, il desiderio e la memoria… Otello, Desdemona, Iago, Cassio, Brabantio: cioè, in pratica, tutto ciò che è conflitto, razza, patria, straniero, invasione, guerra. Ma anche, forse soprattutto, il vertiginoso potere del linguaggio. Le parole sono pietre.
La chiave narrativa dello spettacolo è nella forza comunicativa della Costa, nella capacità di raccontare propria di ogni personaggio. Tutto a partire dalle parole, dalle " precise parole" di Shakespeare perché, dice Lella Costa, "in un mondo come il nostro dove tutto deve essere rapido, conciso, facile e spiegato in due battute possibilmente brillanti, per fortuna c'è ancora la memoria di tanti raccontatori di storie, grandi affabulatori che attraverso il teatro e la letteratura ci hanno affascinato con racconti e personaggi, tragedie e passioni. E noi li ascoltiamo col cuore rapito e la testa che gira; e alla fine, solo alla fine, ci rendiamo conto di avere anche capito delle cose… perché di parole si vive, e di grande teatro".
Voto
8
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