Per aspera ad astra. Anche se in mezzo alle avversità, alle
difficoltà finanziarie, ai continui e ripetuti tagli, il Festival Contemporanea non smentisce la sua vocazione di teatro di ricerca con un’attenzione particolare a cogliere le novità internazionali. Il direttore Edoardo Donatini, supportato dal Metastasio di Paolo Magelli, ha voluto spostare la rassegna dalla sua collocazione originaria, fine giugno, a settembre (dal 23 fino all’8 ottobre 2011) aprendo così, idealmente e senza soluzione di
continuità, la stagione ’11-’12 dello Stabile della Toscana. Oltre settanta artisti, ventiquattro compagnie, quasi ottanta rappresentazioni fanno di Contemporanea un alto connubio tra sperimentazione, vivacità del territorio, nuove influenze e sguardi oltre la siepe-steccato tricolore. Ad aprire e chiudere due prime nazionali, spagnola la prima e danese la seconda, fiori all’occhiello della kermesse. La ciliegina è certamente Eugenio Barba (dal 4 all’8 ottobre) che torna in Italia con il suo Odin Teatret dopo molti anni d’assenza,
riportato dalla grande amicizia e stima nei confronti del regista Magelli. Ecco la “Vita cronica” sullo scenario di un’Europa distrutta dalla terza guerra civile nel 2031: guerra,
disoccupazione, emigrazione. Non manca molto. Gli spagnoli capitanati da
Oskar Gomez Mata (qui anche lo scorso anno) accenderanno la miccia della provocazione con “Suis
a la messe” (23 e 24 settembre), folli,
controcorrente, eccentrici. Otto i luoghi occupati in città dal Fabbricone al Fabbrichino, da Officina Giovani al Magnolfi, dalla Monash University a Montemurlo, dalla Galleria Gentili a Piazza Santa Maria in Castello. Tra i progetti internazionali i Cuocolo/ Bosetti, duo italo-australiano specializzati in piece per pochi spettatori a replica. Stavolta “The secret room”, una cena per dieci persone in una casa privata. E poi Kinkaleri con due lavori “I am that am I” (30) e “Nessun dorma” (1 e 2 ottobre), Katia Giuliani con l’installazione umana di “i Show” in un container posto in una piazza dove due spettatori a volta, con una maschera sul volto, diventeranno attori (dal 24 al 30). E ancora la novità di “Homo ridens” del Teatro Sotterraneo (28), il Teatro Ragazzi con Tpo (24 e 25), i due Alveari con
otto giovani compagnie ogni sera, divisi in due trance a Officina Giovani dove
si svolgerà anche il dj set ed i concerti del dopo festival a chiusura di ogni serata. Info: 0574.608533; programma completo su: http://www.contemporaneafestival.it/.
Voto
8
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