Laura Del Lama
Non so dove ho sbagliato
Un buon romanzo d’esordio
Cult Editore di Firenze, 2009, 9.50 euro, Pagine: 150, ISBN: 8863920044, ISBN-13: 9788863920048
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Molti si chiedono quello che è il
titolo al primo
romanzo della fiorentina Laura Del Lama, classe 1975. E
nessuno sa darsi una risposta concreta. La protagonista di “Non
so dove ho sbagliato” (Cult Editore di
Firenze, 120 pp; 9.50 euro) è una
quarantenne compressa tra un lavoro part time insoddisfacente, un figlio
svogliato senza arte né parte che ciondola per casa, un marito che la vuole sempre
presente per assolvere ai suoi doveri coniugali: lavare, stirare, cucinare. Non
c’è amore né affetto in questi personaggi dagli occhi
spenti, dalle vite già segnate in un’infelicità accettata, in una rassegnazione
alla ricerca di una serenità squallida senza sussulti. Esistenze silenziose che
fanno volume senza voler essere troppo disturbate: vite da zero a zero. LDL pone
lo sguardo su un quotidiano torbido che, senza clamori, ci passa accanto giorno dopo giorno e sembra fare arredamento con i
guai personali, le città disordinate, il caos dell’anima che ci portiamo
appresso. Tutti si definiscono normali: l’operaio ottuso (un po’ Cipputi)
la cui unica occupazione è leggere il giornale sul divano, il figlio senza ambizioni
che vede la madre come mucca da spolpare, l’amica separata che si gode gli alimenti, lo zio dai traffici loschi.
Emerge un preciso urlo di non considerazione agli occhi
degli altri e la conferma che non conosciamo mai chi ci sta di fronte o a
fianco per decenni. I tratti umoristici delle vicende di Belinda dalle prime
pagine pian piano vanno sfumando in un’amara atmosfera di non ritorno dove la
sopportazione e l’accettazione del presente scadente sarà
sempre meglio di un futuro incerto. Belinda è una Fantozzi
moderna al femminile che fa simpatia e tenerezza, ma anche rabbia perché non si
ribella alle continue avversità. Meglio una certa infelicità oggi, ma già
conosciuta senza sorprese, che un futuro che potenzialmente potrebbe essere
molto peggiore. Come dicono gli estimatori della legge di Murphy: se qualcosa
potrà andar male, andrà male.
Voto
7
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