Robert Irwin
L’incubo arabo
Una fiaba a incastro nelle notti d’oriente
Meridiano zero, primo parallelo, pp.256, € 16,00
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A parte le notizie di cronaca e di guerra che provengono dal Medio Oriente, non
bisogna lasciarsi andare a commenti inappropriati su una regione piena di
storia e di fascino culturale. A ribadire ciò c’è un
romanzo per certi versi fuori da canoni, capace di addentrarsi nel pensiero
orientale con una scrittura magistrale e coinvolgente, questo è L’incubo arabo
di Robert Irwin. Professore di storia medievale
in passato presso l’Università di St. Andrew oltre che di arabo e storia del
Medio Oriente presso le Università di Cambridge e Oxford. Oltre la
storia, il tessuto narrativo del romanzo è permeato dal sogno, colto tra i
riferimenti de Le mille e una notte, come se fosse una fiaba senza tempo
immerso nelle diverse reminescenze filosofiche per giungere ad
uno stadio immaginifico coinvolgente. Nel 1486 al Cairo un giovane pellegrino
inglese, Balian, ha un compito: spiare per conto della corona francese, le
attività sospette della corte mamelucca. L’operazione si complica ulteriormente
con l’improvviso rapimento di un mercante veneziano, suo compagno di viaggio,
cadendo in un intrigo politico che lo allontana dai
scopi della sua missione. Balin si trova confuso tra la realtà e
l’immaginazione, e crede di essere vittima dell’oscuro incantesimo dell’incubo
arabo, che procura ogni notte un dolore infinito senza lasciare alcun traccia e lo trasla in un'altra dimensione. Questi
eventi surreali prenderanno il sopravvento con l’aggiunta di nuovi personaggi
oscuri: l’inquietante padre dei gatti, che vuole controllare il sogno degli
uomini, Yoll il cantastorie, la seducente Zuleika, iniziatrice
ai misteri dell’eros e fatima della morte. Comincia così la sua discesa verso
un mondo tenebroso, dove la sfida si farà ardua nella sua duplicità
ingannevole. Un romanzo dal tratto fantasmagorico, che inghiotte il lettore nei
paradossi della circolarità, come se un novello Borges ci portasse in
un universo letterario erudito, ma allo stesso tempo libero nell’inventare
diramazioni e inversioni, in un gioco di scrittura che colpisce per la sua
scioltezza e magnetismo, trascinandoci in questa ebbrezza dell’inganno. Un
piccolo gioiello da riscoprire e assaporare in una notte.
Voto
8
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