Gene Gnocchi : The legend is back
Gene Gnocchi : Parmigiano eclettico in tour
Gene Gnocchi : La casa di chi
Meglio fare più cose male che una bene. E' l'elogio della mediocrità il "messaggio " di Gene Gnocchi, impegnato attualmente in teatro con lo spettacolo Decathlon, la storia di un decatleta eternamente perdente.
E di cose Eugenio Ghiozzi ne fa molte. Calciatore di buon livello, avvocato, rocchettaro, scrittore , ha cominciato tardi, a quasi trentadue anni, la carriera "ufficiale" di comico.
Lo incontriamo, nell'aula magna della Facoltà di Architettura, in occasione della presentazione fiorentina del suo ultimo libro, " La casa di chi", scritto a quattro mani con Mauro Bellei, architetto e scenografo, nonché docente universitario.
Da una parte i disegni di Bellei, oggetti ed edifici caratterizzati da una magrittiana "lucida follia": un letto sfogliabile come le pagine di un block notes, una casa "bastonata", uno "spiedino architettonico", dall'altra i racconti, le stanze "narrate" dalla penna di Gnocchi e abitate da uomini dai nomi precisi e dai mestieri comuni e popolari: il vigile urbano Urbano Rapacchi, Orazio Tatti di professione agricoltore, Angelino Sparpagni di professione elettricista, il maestro Galileo Orbis....Nomi e oggetti, planimetrie e storie legati in modo apparentemente saldo alla realtà: in questo senso di fragile ed inquieta esattezza si compongono armonicamente le due facce del libro.
Con uno stile scabro e distaccato che ricorda per certi versi quello dello scrittore J. R. Wilcock , Gnocchi gioca con il senso di mostruosità che scaturisce dalla accettazione scrupolosa ed organizzata della propria "mediocritas" che caratterizza i suoi personaggi. Lo stato di estraneità e isolamento che muove le azioni di questi "mostri" non nasce dalla perdita kafkiana di un nesso che colleghi e giustifichi le loro azioni quotidiane; al contrario essi trovano una via di fuga proprio nell' esasperazione logica delle motivazioni dello squallore al quale sono costretti
In un momento in cui molti comici sono tentati dalla carta stampata e si improvvisano scrittori, salutiamo con piacere un libro che nasce da un'idea e da un percorso e non da un progetto commerciale, che si presenta in una piacevole edizione, e che ci regala delle schegge di sana follia. G. Gnocchi - M. Bellei, La casa di chi, Genova, Il Melangolo, 1998
Voto
8½
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