Fiona May sorride sempre. Lo fa ad occhi bassi, mettendoci un pizzico di timidezza, come se dicesse "mi merito davvero tanta gloria?". In tanto understatement, mai avrebbe pensato che gli avessero dedicato un libro. Titolo: Il salto più lungo, edito da Giunti. Racconta la sua storia, di come è diventata una campionessa, di come, per amore, ha deciso di cambiare addirittura nazionalità (oggi vive a Firenze) e di battersi per una bandiera sportiva che non è la sua. Nonostante il colore della pelle, nonostante sia d'origine giamaicana, nonostante sia cresciuta in Inghilterra. Il romanzo, dedicato a un pubblico di teen-ager, porta la sua firma insieme a quella di Paola Zannoner, esperta di letteratura per ragazzi. Racconta di una ragazzina che diventa campionessa, che si crede brutta perché non ha il ragazzo - al contrario delle sue amiche - ma che, una sera, in discoteca, incontra un ragazzo italiano destinato a diventare suo marito - l'atleta Gianni Iapichino, suo attuale allenatore -, un principe azzurro a ritmo di dance; racconta le vittorie di una sportiva con l'appeal della top model che sa ancora meravigliarsi. E' nato da una serie di lunghi colloqui tra l'atleta e la scrittrice, "chiacchierate - spiega la Zannoner - che iniziavano con un certo imbarazzo, ma che alla fine si rivelavano una vera miniera di storie: episodi, aneddoti, allegrie e tristezze riaffioravano nella mente della May con sua sorpresa". "Paola si mostrava interessata a tutto, anche alle storie più banali - spiega Fiona May - e spesso, dopo aver raccontato questo o quel fatto, mi chiedevo cosa aveva di interessante, di particolare per finire in un libro". Non sapeva, Fiona, che era proprio quella normalità a interessare la Zannoner: "Volevo che dal libro trasparisse come una ragazzina uguale a tante altre, appartenente a una famiglia normalissima, ce la può fare se armata di grande forza di volontà. Il giovane che legge deve capire che, nella vita, non ci si deve lasciar andare, ma si deve avere determinazione, bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, è necessario preferire la consapevolezza all'essere passivi. In questo senso la storia di Fiona May è esemplare: la sua grinta l'ha fatta diventare una star, nonostante i problemi di famiglia, nonostante le delusioni nel campo delle amicizie, nonostante le invidie". Poi, c'è la diversità: " Fiona è di colore ma, quando fa le gare, indossa la maglia azzurra. Può esserci un messaggio di multirazzialità, di invito alla tolleranza migliore?" spiega la Zannoner. "Vorrei che leggendo questo libro - aggiunge la May - i ragazzi capissero che nella vita bisogna lottare, ma chi la dura la vince. Io stessa oggi mi trovo davanti a mille dubbi quando, nello sport, ottengo i risultati che non vorrei, quando lotto per la medaglia d'oro ma non riesco ad ottenerla: "mollo tutto" è la prima cosa che dico ma mio marito mi dà la forza, mi dice 'dai, stringi i denti, sarà per la prossima volta". Cosa le manca dell'Inghilterra? "L'ordine. Qui in Italia siete un po' confusionari. Ma affettuosissimi: in Inghilterra nessuno mi avrebbe mai fermato per la strada chiedendomi un autografo o facendomi dichiarazioni di stima". Fiona May, Il salto più lungo, Firenze, Giunti, 1999
Voto
7
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