Francesco Danti
La figlia del fotografo
Curato da Baldacci Balsamello M, Editore Ibiskos Editrice Risolo, 2008
Collana Minimal, ISBN 8854604771, ISBN-13 9788854604773, pagine: 236
|
 |
Tutto è troppo carico nelle
pagine de “La
figlia del fotografo” (Ibiskos, 230 pp, 11 euro),
secondo romanzo del pratese Francesco
Danti dopo il “Trenta
giorni di gesso” del ‘06. Ogni frase, ogni periodo trabocca di iperbolismo, esonda di goliardia eccessiva. I personaggi di Danti
sono macchiette descritte forzatamente come cartoni animati, in un continuo, e
stancante, dialogo tra lo scrittore e il lettore che fa perdere, a singhiozzo,
il filo della narrazione. Da una parte stereotipi di maestre acide e pornostar
incallite e baristi legnosi, dall’altra si avventura in un tratteggio di figure
quanto meno irreali: furgonisti latinisti, scienziati
pazzi, un muratore (stile Mario Bros)
che abita nel cervello del protagonista. Danti
cerca sempre di generare la risata, si percepisce che disperatamente la vuole
provocare a tutti i costi. E poi i nomi: Timoteo, il protagonista che vuole
dare una sterzata alla propria vita trasferendosi in una piccola cittadina del
nord come insegnante in una scuola elementare, Odoardo, Annibale, Nello, Venceslao,
Orsola, Odessa, Zita, Eloisa, Gelindo, Adalgisa, Basilio, Fariseo, Alfiero,
Remigio, Amulio, Stenio, Silverio, Temistocle. E non potevano mancare Orfeo e Euridice. Un po’ troppo. Sembra un manuale, un insieme di consigli
di vita, un prontuario di mosse, regole di una via Crucis, i comandamenti delle
sacre scritture, come un bugiardino di un medicinale: “Come vivere meglio, consigli
per l’uso, non agitare”. I riferimenti culturali hanno quella dose di nazional popolare che sfocia nel qualunquismo fino a
farsene vanteria. Le citazioni vanno da “Il Corvo”
a Francesco Nuti, Verdone e Mario Brega, Il
Milionario e Michael J. Fox, Dan Brown
e Lucarelli, intrisi di troppa televisione, di cinema trash, di musica
commerciale. Fino all’elogio di Federico Moccia:
“Lo ringrazio per aver avvicinato alla lettura tanti ragazzi”. Come diceva la
maestra a scuola: fuori tema. Imperdonabile quando scrive: “Ho una bottiglia di
Chianti nel frigo”.
Voto
5
|
 |
|