Luigi Romolo Carrino
Pozzoromolo
Un pozzo nero di ricordi
Meridiano zero, Collana Primo Parallelo, pp.288, € 15,00
|
 |
La Meridiano zero ha fiuto nell’individuare i scrittori italiani di domani. Ma oltre a questo ha anche il coraggio di sostenere delle sfide editoriali di spessore, fuori dalle mode
imperanti dei grandi colossi, solo interessati ad accaparrarsi più lettori
possibili. La volontà di scommettere sul nuovo romanzo di Carrino è sicuramente la dimostrazione di non perseguire facili schemi nel contesto noir, aprendosi così a nuovi suggestioni letterarie
ibride, ma percosse sempre da un febbrile tocco di nero profondo. Gioia è rinchiusa nelle pareti di un manicomio criminali, ed ha la mente labile di una bambina, immobilizzata in un
letto, sottoposta ad una cura di farmaci che la spingono lontana dai ricordi.
In queste visioni da incubo, viene raggiunta a tratti da alcuni frammenti del suo passato, ma non riesce a focalizzare il crimine che
ha commesso, non comprendendo perché lei si trova in quel posto, in una manifestazione contradditoria del suo essere spinto in un verticale abbandono, tra carne e sangue, dove la violenza è un segno indelebile inflitto sul suo
cuore fragile. In queste traversie familiare racchiuse in schegge impazzite che affliggono Gioia, si passa in un cumulo di emozioni
che stordisce e diventa uno specchio infranto in cui ognuno di noi può riconoscersi in questa vicenda priva di illusioni e piena di vane speranze. Luigi Romolo Carrino costruisce un rebus dell’animo umano, spiazzando chi legge in rimandi ciclici altalenanti
con riferimenti temporali falsi. Ma proprio l’impresa nell’accostarsi pagina dopo pagina a questo mondo distorto, c’è l’impegno di una scrittura mai artificiosa, libera nel delineare percorsi oscuri, dove perdersi è elemento chiave per riscoprire noi stessi.
Voto
9
|
 |
|