Trattandosi
dell’ultimo prodotto DreamWorks in
materia di cinema d’animazione, trovarsi davanti ad un cartoon
carino ma, tutto sommato, ‘normale’
può rivelarsi quasi una delusione per qualche spettatore troppo
ottimista. D’altra parte, pur non essendo un capolavoro, La
gang del bosco assembla un pugno di temi politically correct di alta valenza
educativa (come il valore della famiglia, l’ecologia, o la critica al
consumismo) in una storia dotata di discreto ritmo, personaggi simpatici,
situazioni divertenti. La storia prende avvio con un’esilarante citazione
dell’ormai mitico Scrat de L’era
glaciale, lo scoiattolo preistorico ossessionato nel tentativo di
nascondere la sua ghianda: qui invece c’è il procione RJ impegnato
nell’altrettanto titanico tentativo di mettere le mani sull’ultimo
pacchetto di patatine del distribuitore automatico del parco naturale in cui
vive. Un drammatico tête è tête con un orso
d'indole omicida lo costringe ad andare verso la civiltà in
cerca del cibo sottratto al gigantesco predatore. E’ proprio in una
neonata cittadina suburbana che RJ farà la conoscenza del suo nuovo
gruppo di vittime, appena svegliate dal letargo e subito traumatizzate dalla
lunghissima siepe che li separa dalla città che durante l’inverno
ha avviluppato il loro bosco, ormai circoscritto al terreno in cui vivono loro.
Si tratta di un gruppo che assortisce una tartaruga, una puzzola, uno
scoiattolo, due opossum (padre e figlia), cinque porcospini (padre, madre e tre figlioletti): RJ li intriga con
l’attrattiva del gustoso cibo degli umani, che troveranno in grande
abbondanza al di là della siepe e che dovranno soltanto… rubare.
L’impresa promossa da RJ ovviamente non è volta ad assicurare la
sopravvivenza della variopinta compagine, ma di salvare la pelle del procione
mettendo insieme le provviste che ha promesso di restituire all’orso di
cui sopra. Come spesso accade nel cinema d’animazione, le rocambolesche
avventure faranno del protagonista un nuovo… procione facendogli scoprire
il valore dell’amicizia ed il senso di appartenenza
verso la sua famiglia d’adozione. Nonostante il pessimo
titolo che mal traduce l’originale – che in modo assai più
intrigante equivale a “Oltre
la siepe” – La gang del
bosco è un discreto prodotto d’intrattenimento, confezionato
ad arte per intrigare spettatori piccoli ed adulti. Come spesso succede, il
consiglio è di guardarsi con calma tutti i
titoli di coda per non perdersi l’ormai consueta gag fuori tempo limite.
La Gang del bosco - Over the Hedge, regia di Tim Johnson e Karey Kirkpatrick; animazione; U.S.A.; 2006; C.; dur. 1h e 23’
Voto
7-
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