Negli
anni cinquanta era tempo di kit movies della serie Come sposare un
milionario, ma agli inizi del terzo millennio tutto è cambiato in materia
di eros, al punto che oggi il registro ‘fai da te’ della commedia
sentimentale propone invece cose non indispensabili del calibro di Come farsi lasciare in 10 giorni.
Al centro della trama del film diretto da Donald Petrie – l’unico vero spunto
originale della medesima – troviamo l’irresistibile incontro tra Andie, bionda
giornalista in carriera, e Benjamin, pubblicitario rampante. Entrambi i
protagonisti sono singles, fascinosi, patinati, ed entrambi sono molto
ansiosi di lanciarsi nella prossima relazione amorosa, per quanto mossi da
motivazioni decisamente agli antipodi: mentre Andie,
titolare della rubrica “How to...” su “Composure Magazine” (rivista per
signore, ovviamente di tendenza), intende uscire con un bel ragazzo, farlo
innamorare (perdutamente) di lei la prima sera e quindi commettere tutti gli
errori che portano alla rottura per scrivere l’articolo vademecum del
titolo, il buon Benjamin
ha scommesso l’affidamento di una prestigiosa campagna pubblicitaria a base di
diamanti impegnandosi a dimostrarsi capace di fare innamorare (perdutamente) di
lui una ragazza in dieci giorni – sforzo non considerevole, dato che si tratta
di resistere soltanto nove giorni in più rispetto alle sue relazioni precedenti
–. Chiaramente sia Andie che Benjamin ignorano i rispettivi segreti che li
hanno spinti ad uscire insieme ma, altrettanto chiaramente, nonostante la
scoperta finale dei medesimi, l’amore finirà per trionfare nell’immancabile happy
ending. La romantica dicotomia del soggetto innesca una patinatissima commedia degli equivoci,
ravvivata da occasionali sprazzi di spontaneità e da qualche omaggio ai
classici del settore. Come farsi lasciare in 10 giorni presenta
un’inaudita sequenza di luoghi comuni, clichés griffati e situazioni
scontate, sequenza che gradualmente finisce per marchiare in modo indelebile
una commedia sentimentale marcata da un ritmo a corrente alternata, troppo
dilatata nella durata e basata su un soggetto francamente troppo esile.
Nonostante il profilo rettilineo della trama curiosamente il film si farebbe guardare fino
ai titoli di coda, tranne le troppe sequenze in cui la protagonista spinge troppo
a fondo il pedale dell’assurdo. Nel complesso un tranquillo prodotto
d’intrattenimento soft con qualche infamia e senza lode: Kate Hudson
talvolta incanta sul suo delizioso musetto da americanina D.OC., mentre Matthew
McConaughey risulta insopportabile nei suoi protratti tentativi di proporsi
come seduttore dal cuore d’oro.
Come farsi lasciare in 10 giorni - How to lose a guy in 10 days, regia di Donald Petrie, con Matthew McConaughey, Kate Hudson, Adam Goldberg; commedia; Usa; 2003; C.; dur. 1h e 56'
Voto
5½
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