Femminili Presenze
Mostra internazionale d’arte contemporanea
Caputo, Cristian Ceccaroni, Santi D’Anna, Benjamin Dagdag (FILIPPINE), Francesca Della Monica (SVIZZERA), Riccardo Fiorentini, Amerigo Lanza, Gisella Moreschi, Omar Paolucci, Claudia Piccoli, Pietro Scagliarini, Agostino Scantamburlo, Irene Scovero, Enrico Thanhoffer, Marco Trogi, Agnès Weber (FRANCIA), Elisabetta Zara
Dal 3 al 17 ottobre 2008 allo Chez Gaby Art Café Via Santa Croce 2 Torino
|
 |
Come essere indifferenti alle Femminili presenze? Femminili ricordi sfumati
nell’aria, femminili echi rapiti da un vento di colori, femminilità raccolta o
impudente: è questo l’universo iconografico attorno a cui ruota il progetto
espositivo presentato dall’ Associazione
Artigianando nell’Arte.
La mostra Femminili presenze, a cura del critico e storico dell’arte Sabrina Falzone, è un omaggio alla
donna, alla sua presenza fisica e intellettuale, omaggio che gli artisti
selezionati hanno saputo esprimere con originalità creativa e finezza
d’esecuzione.
C’è chi è riuscito a comunicare una visione profonda della femminilità in
maniera sottilmente concettuale, ne costituisce un esempio sia la dialettica
ricerca chiaroscurale di Mattia Borghi, sia i suggestivi dettagli scultorei in
bianco e nero di Irene
Scovero, fino ad arrivare alle melodie degli scatti della francese Agnés Weber. Ma c’è anche chi si è
incamminato su un percorso estetico-conoscitivo: è il caso di Cristian Ceccaroni
e Gisella Moreschi, le
cui delicate tonalità si accendono di tinte esultanti nei lavori di Gianni
Bruson, dell’americana Amy Cohen Banker e di Pietro Scagliarini.
L’eleganza è donna nelle opere di Elisabetta Zara e del filippino prodigio
Benjamin Dagdag. Una sagoma muliebre affiora solitaria in una nube lattea in
“Fuori dall’ombra”, eseguita da Santi D’Anna. Nella tela intitolata “Locuste”
di Monica Caputo si coglie, invece, con estrema sensibilità il dilemma
dell’esistenza femminile, nota drammatica che viene stemperata dalla ricerca
artistica di Jamila Campagna.
Fluttuano nel blu marino le figure muliebri di Riccardo Fiorentini, che
acquistano un carattere sensuale nei nudi artistici di Francesca Della Monica,
Marco Trogi e Amerigo Lanza.
Innovativa è l’immagine femminile proposta da Agostino Scantamburlo, che ne
esalta le qualità formali mediante l’impiego del rame. Sono donne moderne
quelle ritratte da Omar Paolucci, che appaiono più forti e disinvolte.
L’astrazione, infine, raggiunge l’apice rappresentativo con la produzione
artistica di Claudia
Piccoli ed Enrico
Thanhoffer. Femminilità variegate, estrose o delicate primeggiano così
sulla scena iconografica di questo nuovo progetto espositivo. Il 3 ottobre, nel
corso dell’inaugurazione, presentazione critica di Sabrina Falzone, premiazioni
del Concorso
Internazionale di Fotografia Giuseppe Vanetti, ospiti d’onore: Antonella
Iozzo, critico della rivista BluArte e Nadia Presotto, giornalista del Corriere
dell’Arte.
Voto
7 +
|
 |
|